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Gazzettino – Domeniche aperte, marcia indietro

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

giu

2013

Confcommercio – Zanon: «Si tornerà al passato, 20-24 aperture all’anno»

Famila decide di chiudere. Altri ci stanno pensando. Zaia: «Alla fine lo faranno tutti»

Il governatore: «Bene, è stato inaugurato un nuovo corso»

Marcia indietro si cambia. È durata un anno e mezzo la liberalizzazione delle domeniche, vista dalla grande distribuzione come una possibile boccata d’ossigeno in un momento di crisi nera. È bastato fare due conti per capire che il gioco non valeva la candela: penna e carta alla mano si vedono poche entrate e molti mugugni (da parte del personale).
A rompere gli indugi è per primo il gruppo “Unicomm srl”, di proprietà della famiglia Cestaro (7200 dipendenti) che raccoglie i marchi “Famila” (80 punti vendita), “A&O” (150 negozi), “Emisfero” (11) e “Cash and Carry”. Fino a Natale iper chiusi, poi a Pasqua se ne riparlerà, ma per un altro breve periodo. Uniche eccezioni tra gli 80 Famila, Feltre, esclusa dal provvedimento per gli ottimi fatturati ottenuti e per il fatto che è una città turistica e quindi ha bisogno di qualche servizio in più soprattutto nei giorni festivi e Jesolo, altro comune turistico.
L’iniziativa cambia così nome, da “Domeniche aperte”, si passa a “Operazione buona domenica” che Cestaro, il patron del gruppo apripista lega a tre motivazioni: il diritto dei dipendenti a godersi la famiglia, per i clienti, che il sabato troveranno offerte allettanti e per l’ambiente, chiudendo si inquina di meno.
Ma per un gruppo che prende l’iniziativa, pare ce ne siano già altri che cominciano a pensare che il ritorno al passato non sia poi così male.
Un percorso che anche il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon vede infatti con interesse.

«Con me sfondano una porta aperta. L’idea che esprime il gruppo Famila è un segnale di buonsenso in un momento in cui è assurdo tenere aperto 7 giorni su 7 quando il mercato è ancora in crisi – sottolinea – E nel contempo dimostra la sensibilità, che in questa azienda è certamente superiore alla media, nei confronti dei propri dipendenti».

La scelta di Marcello Cestaro sembra fare proseliti, come annuncia lo stesso presidente di Confcommercio.

«Ho notizie che ci sono anche altri gruppi che intendono fare marcia indietro – spiega – Questo non significa cancellare tutte le domeniche aperte, ma ridurne in numero tra le 20 e le 24, più o meno come si faceva una volta. Questo permette un commercio più elastico e non penalizza il lavoratore. Va anche detto che ci sono gruppi, penso allo Sme che ha circa mille dipendenti, che non ha mai optato per l’apertura tutta la settimana. Sono sensibilità che fanno onore al settore».

Come ci sono altre grosse realtà commerciali, come la Despar, ad esempio, che hanno valutato di scegliere con cura i supermercati, evitando una apertura a pioggia, poco produttiva in un momento in cui anche le spese alimentari stanno subendo una flessione.
Anche il presidente della Regione Luca Zaia ha apprezzato l’iniziativa.

«I centri commerciali andranno, sempre di più, verso la scelta di chiudere la domenica – commenta Zaia – Ho già fatto i complimenti alla famiglia Cestaro e quindi al loro gruppo. Hanno dato un segnale e sono convinto che saranno il fiume in piena che darà il coraggio a tutti».

Per Zaia Cestaro ha inaugurato un nuovo corso,

«vedrete che i centri commerciali verranno chiusi la domenica»,

ha concluso.

 

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