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Ascom durissimo: è inutile, dove sono i proclami di Zaia sul «cemento zero»?

Muraro apre: favorisce l’occupazione

Confcommercio è già sulle barricate, Muraro apre al colosso del mobile, ma mette un freno alle restanti attività del centro commerciale.

La nuova domanda di Ikea per l’insediamento a Casale sul Sile – fra i 420 e i 430 mila metri quadri di superficie, di cui 60 mila destinati al megastore dell’arredamento – rilancia le polemiche e torna a delineare gli schieramenti.

Guido Pomini, presidente provinciale di Ascom – Confcommercio, ribadisce il suo no:

«Non entro nel merito delle scelte Ikea, non so quali aree e quali parametri abbia utilizzato per la scelta, ma dico no all’insediamento per almeno tre motivi fondamentali: il polo commerciale va contro il Ptcp sancisce l’utilizzo di aree dismesse per i nuovi insediamenti, e oggi la politica non deve ammettere deroghe a questo principio. Poi perché lo store sarà inserito in un centro commerciale di marchi internazionali, che andrà in concorrenza con altri 27 colossi commerciali che già gravitano sulla Marca. E il terzo, perché anche volendo lasciar perdere gli incalcolabili danni ambientali, viabilistici, di traffico e di inquinamento, i risvolti sociali e le perdite occupazionali nelle imprese esistenti, comunque devastanti, l’insediamento non risponde ad alcuna esigenza di spesa delle famiglie o domanda di mercato, che registra da 4 anni cali di consumi progressivi, costanti, ultimamente molto preoccupanti».

Ascom rilancia con forza il progetto cubatura zero, tavolo delle associazioni di categoria, cui invita, il 6 giugno, anche Unindustria, sinora alla finestra. Pietro Tedesco, direttore di Ascom, ricorda come

«lo stesso Zaia abbia più volte annunciato una legge per fermare la cementificazione» e si dice sorpreso che «il vicepresidente regionale starebbe invece lavorando per inserire nel Ptrc norme che la incrementano e la favoriscono».

Tedesco puntualizza:

«Non intendiamo frenare lo sviluppo ma è indiscutibile che siamo di fronte a moltissime aree dismesse, centri commerciali che perdono terreno nelle vendite, centri storici che si svuotano, ed enormi problemi idrogeologici. Se la politica non è capace di programmare seriamente, allora vadano a casa. Che bisogno c’è di nuova cementificazione? Sorgono capannoni che poi rimangono vuoti e lasciati al degrado, con enormi costi di riqualificazione», continua Tedesco, «Carrefour ha annunciato che dismetterà in Italia 18 punti vendita. Le ricette sono due: cemento zero e crediti edilizi per la riqualificazione. Chiediamo coerenza alla Provincia: il Ptcp in quella zona non ha destinazione commerciale, e andrebbe modificato per ospitare Ikea. Ma si è sempre detto che non ci dovranno essere deroghe, ora non si torni indietro».

Da Sant’Artemio, il presidente Leonardo Muraro ribadisce però di non essere contrario. Ma c’è un «ma»: «Il Comune di Casale ha dato l’ok, credo che su Ikea si possa ragionare, anche per le ricadute occupazionali a favore del territorio, mentre bisogna ridiscutere il resto del centro commerciale, che forse non serve».

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