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Il porto crociere alla bocca di porto del Lido è una soluzione che piace a Gianfranco Bettin, tanto che l’assessorato comunale all’Ambiente ha patrocinato l’incontro di ieri a Ca’ Farsetti organizzato dal Gruppo Misto in Comune. D’altro canto, come hanno affermato Renzo Scarpa, Valerio Lastrucci e Nicola Funari, i tre consiglieri del Gruppo Misto, «nessuno oggi è in grado di dimostrare con calcoli e valutazioni documentali quale sia la soluzione migliore».
Al momento nemmeno sullo scavo e l’allargamento del canale Contorta-Sant’Angelo vi sono certezze. La filosofia del progetto alle bocche di porto del Lido, come l’ha illustrata il suo ideatore Cesare De Piccoli ex vice ministro ai Trasporti, è totalmente diversa e, rispetto al canale Contorta o al trasferimento a Porto Marghera, prevede che le navi stiano fuori della laguna ma allo steso tempo immediatamente a ridosso.
Quelli del Gruppo Misto hanno lanciato, insomma, un sasso nello stagno affinché si esca dall’immobilismo attuale e ci si dia una mossa, visto che ormai è riconosciuto quasi globalmente che il passaggio delle navi in bacino dev’essere interrotto al più presto.

«Concordo con il Gruppo Misto che bisogna pretendere un confronto reale tra le alternative e non una finta comparazione com’è purtroppo accaduto con il Mose»

dice Gianfranco Bettin che, relativamente al progetto De Piccoli, lo trova

«pratico, leggero, modulare, con costi contenuti (260 milioni di euro) e nessuna manomissione morfologica della laguna, visto che verrebbe realizzato fuori del Mose ma dentro le dighe del Lido».

Tra i difetti c’è il fatto che i rifornimenti delle navi dovrebbero avvenire via acqua, aumentando notevolmente il traffico, oppure da via Fausta passando per il Cavallino, strada troppo stretta già oggi.

«Non mi sembrano ostacoli impossibili da rimuovere»

continua Bettin, che ha invece apprezzato tutti i pro elencati da De Piccoli:

«Il progetto rivisto rispetto all’originale proposto anni fa prevede una struttura modulare di acciaio in grado di ospitare contemporaneamente otto grandi navi, collegata a Punta Sabbioni con un ponte. Questo significa che potrà essere allungato in futuro o, se le cose cambiassero, anche rimpicciolito senza particolari problemi. I collegamenti con l’aeroporto sarebbero garantiti da una linea diretta che porterebbe i passeggeri in 30 minuti a destinazione; e chi vorrà visitare Venezia avrà a disposizione come navette le vecchie motonavi che facevano servizio da Riva Schiavoni a Punta Sabbioni».

Il problema è che il Magistrato alle acque ha anticipato che prenderà in considerazione solo le soluzioni che prevedono il permanere delle navi in laguna, scartando sia la soluzione Lido sia quella dei cantieri del Mose a Malamocco.

«Mi pare un’assurdità – conclude Bettin -. La vera priorità, ora, è raffreddare il clima troppo acceso e trovare la migliore soluzione per rendere compatibile con Venezia la crocieristica delle grandi navi».

 

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