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Zanonato : sono favorevole al modello tedesco ma stop ai centri commerciali

Il ministro visita la Carel e il Consorzio La Marca. Poi incontra i vertici delle coop

PADOVA – Le aperture domenicali nel commercio? Si faccia come in Germania, chiusura totale il sabato e possibilità di fare shopping la domenica. Lo ha detto ieri il ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato impegnato in un tour veneto: in mattinata all’azienda Carel di Luigi Rossi Luciani a Brugine (Padova), seguita dalla visita allo stabilimento Consorzio La Marca vini e spumanti di Oderzo, incontrando poi varie cooperative. Intervenendo sul tema delle aperture domenicali degli esercizi commerciali, il ministro ha detto di essere favorevole ad un modello “tedesco”, che prevede la chiusura totale nel giorno di sabato. «Il sabato» ha ricordato Zanonato parlando dell’apertura di grandi centri commerciali nel Nordest che penalizzerebbero ancora di più i piccoli esercenti dei centri abitati «la gente non si lagna, va nei parchi, fa il barbecue, va a sentire i concerti. Il problema si genera nella concorrenza, non fra i consumatori». Rispetto all’apertura di nuovi centri commerciali, Zanonato ha anche detto di ritenere che «più si aprono grandi esercizi, più aumenta l’ingresso negli anziani nelle case di riposo» per la difficoltà di essere autosufficienti negli approvvigionamenti alimentari. A Oderzo, Zanonato ha incontrato le cooperative trevigiane. Il confronto, organizzato da Confcooperative Treviso, ha visto la partecipazione anche i rappresentanti regionali di Lega Coop ed Agci Veneto ed il sindaco di Oderzo, Pietro Dalla Libera. Obiettivo della mattinata era far conoscere al neoministro il contesto della cooperazione trevigiana, con alcuni accenni a quella veneta, evidenziando le paure e le problematiche di questo particolare settore imprenditoriale. Nell’arco della mattina il ministro ha visitato anche la Carel, cinque sedi produttive in Italia, Brasile, Cina e Usa, 13 filiali commerciali e distribuzione in 75 paesi in tutto il mondo, con un bilancio consolidato di oltre 130 milioni, uno dei leader nei settori refrigerazione, condizionamento e umidificazione dell’aria. Diversi i temi che Rossi Luciani, insieme per l’occasione a Ferruccio Macola, presidente di PadovaFiere, e Pierantonio Macola, ad di Smau Italia, ha sottoposto all’attenzione di Zanonato: risparmio energetico, cuneo fiscale, occupazione giovanile, infrastrutture e sostegno alle imprese italiane all’estero. «Tutti temi all’attenzione del Governo» ha assicurato Zanonato, «sui quali si sta lavorando. Nei giorni scorsi è stato prorogato l’ecobonus e sono stati sbloccati 40 miliardi per i pagamenti delle pubbliche amministrazioni: è uno scandalo tutto italiano che lo Stato e le sue emanazioni locali abbiano oltre cento miliardi di debiti con le imprese. Il patto di stabilità deve essere allentato ulteriormente». Quanto all’Imu, ha garantito Zanonato, «non dovrà colpire i beni immobili strumentali, quelli che servono per la produzione. Bisogna liberare risorse semplificando la burocrazia, riequilibrare l’attuale sistema di consumi energetici, per ridurre i costi a carico delle imprese, investire sull’occupazione giovanile, nelle reti a banda larga per le zone produttive. Il ministero sta anche lavorando a una serie di strumenti finanziari per appoggiare le imprese italiane all’estero».

Elena Livieri

De Poli: non ricalca la nostra cultura Bitonci: inutile

VENEZIA. «Il modello tedesco non ricalca la nostra cultura. Chiudere il sabato? Vorrebbe dire lasciare aperti alla domenica i centri commerciali e questo ripropone il modello di una società consumista che non tiene conto del riposo» è la replica alla proposta Zanonato del senatore Udc Antonio De Poli. «Bisogna valorizzare il riposo domenicale. La domenica, per noi cristiani, è sacra e non possiamo imitare un modello che di fatto non ci appartiene». «Zanonato torni sulla terra» aggiunge Massimo Bitonci, presidente dei senatori della Lega Nord. «I problemi di piccoli negozi e botteghe sono la crisi dei consumi, le tasse troppo alte e il costo del lavoro. Proporre le chiusure di sabato, secondo il modello tedesco, finirebbe per penalizzare ancora di più il commercio. Persuada Letta ad agire, oltre le chiacchiere: la priorità deve essere ridurre il cuneo fiscale».

 

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