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Il progetto sul nuovo porto crociere alla bocca di porto del Lido piace agli ambientalisti di “In Comune”, ma non ad Italia Nostra. Il gruppo consiliare che fa riferimento a Gianfranco Bettin, ieri in una nota sottoscritta dal consigliere comunale, Beppe Caccia sottolinea la bontà della proposta invitando il sindaco Giorgio Orsoni a convocare quanto prima una seduta congiunta delle commissioni consiliari competenti, alla presenza dello stesso primo cittadino, in modo da poter discutere il progetto e poterlo mettere all’ordine del giorno della prossima convocazione del Comitatone.

«Tale proposta, a quanto è dato finora di sapere, si presenta come una credibile e realizzabile alternativa all’attuale situazione di permanente impatto e rischio per la salute e l’incolumità pubblica e il patrimonio naturalistico e ambientale, storico e monumentale, architettonico e artistico della città, provocata dal traffico delle grandi navi all’interno della laguna. La localizzazione del terminal all’esterno del bacino lagunare ridurrebbe notevolmente tali rischi e impatti, salvaguardando al tempo stesso le attività economiche e i livelli occupazionali del settore portuale e logistico interessato. La stessa proposta appare realizzabile entro un ragionevole tempo massimo di tre anni».

Ma questo stesso progetto non convince la sezione veneziana di Italia Nostra.

«Con lo slogan “fuori dalla laguna” anziché “via da Venezia” si cerca – chiarisce il vicepresidente Paolo Lanapoppi – forse, strategicamente, di non inimicarsi quei cittadini che ritengono che le navi producano un beneficio economico. Ma così pian piano l’idea delle navi s’insinua e si legittima, e il dibattito non è più se esse debbano venire a Venezia, bensì come si possano limitare i danni. La mia convinzione è che occorra invece tenere alta la bandiera di una Venezia città vivibile e vissuta, aperta al turismo ma con limiti forti e tali da non soffocarvi la qualità della vita. Con tutto ciò le grandi navi non hanno nulla a che vedere. Esse sono la concretizzazione dell’idea di Venezia come parco turistico da visitare (per i turisti) o da sfruttare (per gli operatori commerciali)».

 

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