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È difficile comprendere le ragioni della polemica dei giorni scorsi tra la presidente della Regione ed il Commissario governativo per la nuova linea ferroviaria AV/AC Venezia – Trieste, Bortolo Mainardi. Giustamente Serracchiani ha ricordato che era stato proprio il Commissario, in più occasioni ed ormai da un anno a questa parte, a sottolineare che il progetto RFI per la nuova linea è insostenibile viste le condizioni finanziarie del Paese. Da ciò la sua proposta di ripiegare sulle soluzioni in grado, con una spesa di gran lunga inferiore, di velocizzare la linea attuale (eliminando i “colli di bottiglia”, i passaggi a livello, ecc.), del resto oggi utilizzata ben al di sotto della sua capacità, migliorandola sia per il trasporto merci, sia per quello passeggeri. A tempi successivi sarebbe rinviato l’eventuale quadruplicamento della linea esistente. Tutt’altra cosa rispetto al tracciato di elevatissimo impatto ambientale previsto da RFI, pensato per le velocità di 250/300 kmh tipiche della TAV passeggeri, ma senza senso per i treni merci. Una proposta che peraltro ricalca sostanzialmente anche quanto proposto già nel 2008 nello studio redatto dall’ing. Debernardi per conto del WWF (studio inviato a tutti i soggetti istituzionali competenti, ma allora senza esito apparente)”.
Su questa proposta il Commissario ha anche raccolto il consenso di quasi tutti i sindaci della bassa friulana e Serracchiani l’ha fatta sua. Se Mainardi e Serracchiani dicono in realtà le stesse cose perché dunque il primo ha innescato una polemica con la seconda? Magari per accreditarsi in qualche modo di fronte al nuovo Governo (Mainardi era stato nominato Commissario dal Governo Berlusconi), in cui è ministro delle Infrastrutture un pasdaran della TAV come Maurizio Lupi? Sia come sia, due passaggi ci paiono essenziali per fare chiarezza sulla questione. Il primo: il progetto TAV di RFI del 2010 (anzi i quattro progetti, in cui la tratta Venezia – Trieste è stata assurdamente suddivisa) va ritirato e cestinato. Il secondo: va divulgato il rapporto sulle soluzioni alternative elaborato da Mainardi e dal suo staff, per poterlo valutare e discutere con tutti i soggetti – istituzionali e non – interessati.

Roberto Pizzutti – Presidente WWF Friuli Venezia Giulia

 

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