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Gazzettino – La Mestrinaro riapre i battenti

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

giu

2013

ZERO BRANCO – Ditta sotto sequestro per traffico di rifiuti pericolosi: si va verso il processo

La Procura di Venezia autorizza la ripresa dell’attività di due linee produttive

Potrebbe riprendere a breve, almeno parzialmente, l’attività della ditta Mestrinaro di Zero Branco, sequestrata nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Venezia su un presunto traffico di rifiuti pericolosi.
I sostituti procuratore Giorgio Gava e Roberto Terzo hanno autorizzato ieri la Mestrinaro a riprendere il lavoro, con specifiche prescrizioni, su due linee produttive, sotto il controllo dei carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico. Ovviamente l’attività potrà riprendere unicamente se le attività indicate nel provvedimento della Procura dovessero risultare ancora autorizzate dalla Provincia di Treviso.
La ditta di Zero Branco è finita sotto sequestro lo scorso aprile, dopo che i carabinieri del Noe avevano scoperto sostanze pericolose tra i materiali utilizzati nei lavori per la realizzazione della terza corsia dell’autostrada A4 e di un parcheggio dell’aeroporto Marco Polo.
La Procura di Venezia ha chiuso pochi giorni fa le indagini preliminari con il deposito degli atti, la procedura che normalmente precede una richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati avranno la possibilità di chiedere di essere interrogati o di produrre memorie difensive: si tratta dei due titolari della ditta di Zero Branco, Lino e Sandro Mario Mestrinaro, un loro dipendente, Italo Bastianella (difesi dallo studio dell’avvocato padovano Fabio Pinelli), il veneziano Maurizio Girolami della ditta Intesa 3 (avvocato Paola Bosio) e Loris Guidolin, di Castelfranco, dell’Adriatica Strade costruzioni generali (avvocato Elena Benvegnù).
Secondo la Procura, invece di trattare i rifiuti inquinati che le aziende edili conferivano per renderli inerti, la Mestrinaro li avrebbe miscelati tali e quali a calce e cemento, per poi venderli a 39 euro a tonnellata a questo o quel cantiere edile, dove finivano a far da base (inquinata) a varie opere. Cio sarebbe proseguito almeno per due anni, tra il 2010 e il 1012.

Gianluca Amadori

 

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