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«Garantire la libertà di espressione»

Dal Senato Casson e Puppato chiedono l’attuazione del Clini-Passera

Il Comune si prepara ad analizzare le alternative alla Marittima

C’è tensione tra le autorità in vista della manifestazione contro le grandi navi prevista per venerdì, sabato e domenica. In particolare, ciò che desta più preoccupazione è il corteo che da piazzale Roma arriverà al porto la domenica. Se l’autorità di pubblica sicurezza dovesse vietarne il passaggio o il corteo impedisse il passaggio dei mezzi diretti al porto potrebbero esserci scontri. Preoccupa anche la presenza di molti gruppi non locali, a cominciare dai No Tav tra i quali la polizia teme si possa infiltrare qualche testa calda. Prevedendo qualche limitazione, il deputato di Sel Giulio Marcon chiede al Ministro dell’interno se intenda “garantire un normale svolgimento delle manifestazioni previste”, ricordando gli imponenti scontri di fronte alla stazione del 2011 alla vigilia della festa del Carroccio.
«È doveroso – dice Marcon – garantire la libertà di manifestare in tutta sicurezza.
I senatori del Pd, Felice Casson e Laura Puppato, chiedono invece un pronunciamento sulla portualità veneziana ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, ad oltre un anno dall’entrata in vigore del decreto Clini – Passera, mai attuato nella sostanza.
Ricordando gli incidenti del Giglio e di Genova, le dimensioni attuali delle navi da crociera e i progetti in discussione per la laguna, Casson e Puppato chiedono se i ministri siano a conoscenza della situazione e “quali iniziative intendano assumere per attuare quanto previsto dal decreto rotte sicure” e infine “di garantire procedure trasparenti” sulla scelta delle alternativa ai passaggi in laguna.
Il tema è di quelli che infiammano l’opinione pubblica e i portavoce dei principali social network veneziani danno la sveglia al Comune, criticando tutte le alternative alla Marittima finora proposte e chiedendo di costruire un porto in mare aperto:

«La politica è in spaventoso ritardo nella discussione sulla crocieristica, mentre Porto e Vtp giocano d’anticipo sventolando bandiere demagogicamente ambientaliste e mentre il Magistrato alle Acque non sembra difendere strenuamente come dovrebbe l’equilibrio della laguna».

Il Comune, intanto, si attrezza a discutere sulle alternative. Il presidente della Commissione Trasporti ha chiesto la convocazione congiunta delle commissioni trasporti, urbanistica ed ambiente per affrontare il tema. Il presidente del Consiglio suggerisce di convocarle ogni venerdì, a partire da questa settimana sentendo autorità e categorie interessate, ma anche i movimenti.
Infine, il comitato Cruise Venice, che appoggia la presenza delle grandi navi, critica il progetto di terminal a Punta Sabbioni presentato da Cesare De Piccoli, bollandolo come mero esercizio progettuale. «Si trasferirebbe – attacca il presidente Massimo Bernardo – su via Fausta, già sovraccarica un enorme traffico di passeggeri e forniture e le lobby dei taxi e dei lancioni che già hanno il dollaro sulle pupille produrrebbero altro moto ondoso per portare a destinazione i passeggeri. L’unica alternativa – ribatte – è la Marittima».
Infine, Bernardo dà qualche numero, ricordando come il traffico marittimo in bacino sia oggi enormemente inferiore rispetto a quello degli anni Sessanta e Settanta: «Allora transitavano 12mila navi con pescaggi fino a 9 metri e 60 e cariche di prodotti anche pericolosi. Oggi le navi pescano meno, trasportano passeggeri e transitano solo 1.300 volte l’anno. Pensiamo solo a cosa succederebbe all’indotto locale – conclude – se il traffico passeggeri fosse perso».

Michele Fullin

 

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