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VENEZIA – Ticket sul ponte. Retromarcia dell’assessore

MOBILITÀ Consiglieri comunali sorpresi: «Lo aveva detto chiaramente martedì, ora ritratta»

Ecopass, il sindaco frena Bergamo

L’assessore costretto a fare marcia indietro: «No al numero chiuso, nessun ticket sul Ponte»

L’annuncio dell’ecopass per entrare in auto a Venezia è durato solo poche ore dall’uscita dei giornali. Ieri mattina alle 13, infatti, l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo si è affrettato a precisare che quella era la previsione del Piano urbano della mobilità approvato dal Consiglio comunale nel 2010 e che la Giunta ha deciso di edulcorare con un metodo di incentivi in bassa stagione e disincentivi nell’alta stagione sullo stile di “Venice connected”. Ad imporre il dietro front è stato il sindaco Giorgio Orsoni, il quale evidentemente teme i contraccolpi derivanti da una iniziativa del genere. Come è noto, si trattava di far pagare (in una data ancora indefinita) alle automobili che non prenotano l’arrivo con almeno una settimana di anticipo la visita a Venezia di una tassa da versare prima dell’attraversamento del ponte della Libertà. Lo scopo è scoraggiare gli improvvisati ad utilizzare la macchina e far propendere loro verso il treno.
«L’equivoco – ha spiegato Bergamo – nasce dal fatto che abbiamo presentato alla commissione solo delle diapositive, senza consegnare alcun testo, rendendo così impossibile una verifica dei contenuti dei due piani di obiettivi. Il Piano urbano della Mobilità 2013 – ha poi aggiunto – non prevede alcun controllo sull’accesso alla città né alcun numero chiuso. La giunta è infatti contraria. Preferiamo una gestione dei flussi legata alla stagionalità e incentivando, a fronte di prenotazioni, le tariffe di servizio della città in linea con il progetto Venice Connected e carta unica».
Queste dichiarazioni hanno ovviemente sorpreso i consiglieri comunali che avevano partecipato alla seduta della Commissione Trasporti, presieduta da Gigi Giordani (Psi).
«Mi sembrava strano – commenta Valerio Lastrucci (Misto) – perché una politica del genere, assolutamente condivisibile, avrebbe cozzato contro i molti interessi che ruotano attorno a piazzale Roma».
«Niente di nuovo – dice poi Sebastiano Costalonga, Fratelli d’Italia – continuano a fare e a disfare i progetti e la gente non capisce più nulla».
«Capisco le preoccupazioni del sindaco – aggiunge Beppe Caccia, In Comune – che non vuole passare il messaggio “sbarre e filo spinato”. Ma la filosofia di disincentivazione dell’uso dell’auto per arrivare in centro è in linea con quanto attuato nelle più evolute città del mondo e va perseguita. Che non abbiano paura di quanto hanno detto e scritto».
«Prendiamo atto – conclude Saverio Centenaro, Pdl – che la giunta ha fatto retromarcia. E dovrà farne molte altre come sul by pass di Favaro tra via Triestina e via Altinia che passa in mezzo alla campagna. Era stato tolto ed è ricomparso».

IL PROGETTO Bergamo: «Per ora non è prevista, attendiamo la Camera di commercio»

Scontro a distanza sulla sublagunare

Fedalto: «Abbiamo consegnato tutto. È il Comune che deve esprimersi»

Sfuma sempre più l’ipotesi sublagunare, mentre si fa più concreta la possibilità che la Camera di commercio, a questo punto, chieda un rimborso al Comune per gli studi finanziati inutilmente nel corso degli anni. Una guerra che deve ancora iniziare, ma anticipata ieri da un duro botta e risposta tra l’assessore alla mobilità, Ugo Bergamo, e il presidente della Camera di commercio, Giuseppe Fedalto. Il primo, per spiegare, la “scomparsa” della sublagunare dal Piano urbano della mobilità, ha chiamato il causa proprio l’ente camerale. «Per il momento ipotizziamo solo un linea di forza, tra Venezia e Tessera. A questo proposito il Pum ricalca esattamente quanto stabilito sul Pat, il piano di assetto del territorio. Per decidere aspettiamo dalla Camera di commercio la documentazione in merito alle verifiche sull’impatto ambientale e sul tessuto urbano dell’opera. Per il momento rimane una linea di forza per un collegamento veloce tra Venezia e Tessera».
Ma Fedalto, a distanza, ha reagito con forza. «L’assessore ha la memoria corta – è sbottato – Noi abbiamo presentato i nostri studi sulla sublagunare oltre un anno fa, dove abbiamo detto la verità. E cioè che il vecchio progetto, ormai, è anacronistico. Tutto è cambiato dagli anni novanta, a cominciare dai treni. Quindi bisogna rifare, o meglio aggiornare, il progetto. Tutto questo costa e noi lo possiamo fare, ma solo se ci sono prospettive concrete di realizzazione dell’opera. Non buttiamo via i soldi, che sono pubblici, solo per fare un piacere a chi non si prende impegni». Il presidente ha ricordato anche come la sublagunare fosse nel programma elettorale di Orsoni: «Successivamente il sindaco e lo stesso assessore Bergamo ci hanno sollecitato a procedere, sempre con la premessa che il Comune non aveva un euro da spendere». Ma dal Pat e ora dal Pum la parola sublagunare è stata cancellata. «Se hanno cambiato idea, non è certo per le condizioni poste dalla Camera di commercio – ha continuato -. Per quel che ci riguarda, attendiamo le decisioni politiche. Tanto più che dagli ultimi studi sull’opera, è emerso che, per raggiungere un certo equilibrio economico, bisogna fare tutto l’anello: fino a Lido e Fusina. É il Comune che deve esprimersi! Ci vuole un bel coraggio a dire che la Camera di commercio deve fare altri studi». Piuttosto, se tutto dovesse sfumare, l’ente camerale potrebbe chiedere un rimborso al Comune per il denaro impegnato nell’avventura. Il presidente non entra nei dettagli, ma avverte: «Qualcuno dovrà rendere conto di questo esborso. Gli accordi sono sempre stati chiari».

 

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