Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

 

Sel chiama il ministro in vista della manifestazione.

Casson e Puppato contro l’ipotesi Contorta 

«Garantire la libertà di manifestare ai comitati contro le grandi navi». Alla vigilia della tre giorni di iniziative «Par tera e par mar» è il deputato veneziano di Sinistra Ecologìa e Libertà Giulio Marcon a mettere sull’avviso il ministro dell’Interno. Ricorda che nel settembre dell’anno scorso i tanti cittadini che manifestavano hanno subìto una «sovradimensionata reazione da parte delle forze dell’ordine, con l’uso di un elicottero a bassa quota che ha messo a rischio l’incolumità dei partecipanti». Si cerca di mantenere un clima sereno ed evitare incidenti e contrapposizioni. Intanto i senatori veneziani del Pd Felice Casson e Laura Puppato hanno presentato una interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente. Chiedono siano avviate al più presto iniazitive per attuare quanto previsto dal decreto Clini-Passera del 2 marzo 2012. E di mettere in atto le alternative sugli accessi delle grandi navi.

«Dovranno essere procedure trasparenti», scrivono, «prese dopo un confronto tra soluzioni progettuali differenti e i soggetti interessati, e nel rispetto delle normative ambientali previste dalla legge. I due senatori definiscono «improprio l’attivismo dimostrato dal Magistrato alle Acque nel sostenere il progetto dell’Autorità portuale», cioè lo scavo di un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, in mezzo alla laguna, lungo 5 chilometri, largo 100 metri e profondo 12, che avrebbe conseguenze gravissime per l’equilibrio idrodinamico e la morfologìa della laguna. Un’azione del genere, sostengono Casson e Puppato, lungi dal risolvere il problema, avrebbe «conseguenze anche erariali di notevole rilievo». meglio puntare sul terminal fuori dalla laguna, concludono i due senatori, utilizzando a questo scopo i 100 milioni di euro già stanziati dal Cipe per la piattaforma off shore dei petroli.

Una polemica che non si placa. E il Comitato Cruise Venice rilanciala proposta del Contorta. «Fino al 1977 per San marco passavano anche le navi commerciali, 12 mila in tutto, adesso sono solo 1300, di pescaggio minore. È solo una questione estetica? Pensate che le navi imbarcano 30 mila tonnellate d’acqua. Senza le navi la San benedetto di Scorzè avrebbe qualche problema. Quanto al porto a Punta Sabbioni, la società che sostiene le crociere, presieduta da Massimo Bernardo, lo stronca «Andrebbe a intasare la via Fausta». Domani intanto aperturta della tre giorni internazionale a Sacca Fisola.

(a.v.)

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui