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Gazzettino – Smog, il Veneto contro l’Unione Europea

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

giu

2013

AMBIENTE – Dodici regioni tra le più industrializzate del Continente alleate per difendersi a Bruxelles

Offensiva diplomatica per contrastare le nuove normative. Conte: «Sono incoerenti e ci penalizzano»

Tutelare il Veneto davanti all’Unione europea, impegnata nella stesura della nuova normativa anti-smog, prevista per quest’anno. Questo l’obiettivo della Regione, al lavoro insieme ad altre undici dell’Unione per far sì che la direttiva abbia la «flessibilità di considerare le caratteristiche dei territori e la necessità di calibrare l’obiettivo con criteri e tempi adeguati», come spiega l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte, che in questi giorni si trova a Bruxelles in occasione della Settimana Verde promossa dalla Commissione europea.
Il Veneto fa parte del gruppo Air (Qualità dell’aria) insieme a Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Baden-Wuerttemberg , Hessen, North Rhine-Westphalia, Catalogna, Randstad, Steiermark e Fiandre; rappresentano il 22% del Pil europeo e il 18% della popolazione (87,6 milioni di abitanti). Perché «nonostante gli sforzi e gli investimenti, «Siamo Regioni sotto infrazione perché non raggiungiamo gli obiettivi – spiega l’assessore all’Ambiente – Questo accade non perché sia mancato l’impegno, ma per caratteristiche morfologiche del territorio. Pensiamo alla Pianura padana, dove non ci sono venti che possono spazzare via le sostanze inquinanti, ma anche alla rete viaria, alla presenza di realtà industriali». Caratteristiche che accomunano le regioni del gruppo Air. Sulla base delle loro esperienze stanno elaborando proposte da presentare alla Commissione europea.
Conte batte sul tasto delle incongruenze normative: «Penso per esempio alla presenza del Corridoio 5, direttiva di traffico prevista dall’Unione europea. Attraverso quello transiteranno molti veicoli, e molti mezzi pesanti inquinanti anche non europei». L’Europa che prevede il passaggio di questo traffico per il Veneto, con quel che ne conseguirà in termini di inquinanti nell’atmosfera, è la stessa che poi fisserà i limiti per quelle sostanze e le tempistiche per il loro abbattimento. L’assessore all’Ambiente vuole evitare a Bruxelles se ne dimentichino. Non è l’unica contraddizione che rileva Conte: «Penso per esempio agli incentivi europei per la produzione di energia da biomasse, come la legna, che viene bruciata sulle Alpi e produce inquinamento da polveri sottili». Altro fonte su cui il Veneto è al lavoro è quello degli impianti di riscaldamento domestici, che emettono nell’aria una parte considerevole di inquinanti: «Occorre puntare sulle energie rinnovabili – afferma Conte – Ad esempio la geotermia, che ha anche il vantaggio di comportare consumi minori. Questo implica la riduzione dell’energia da produrre, con conseguente abbattimento dell’inquinamento».
Il Veneto ha recentemente licenziato il “piano aria”: «La sfida – ha detto Conte – è tutelare la salute dei cittadini in un contesto di risorse ridotte, in modo da non penalizzare l’economia e le aziende».

 

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