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L’assessore Bergamo (Mobilità): «Nessun dietrofront o strigliate dal sindaco

Il Comune punta a incentivare gli accessi programmati con sconti sui servizi»

Acque ancora increspate attorno al Piano Urbano della Mobilità, soprattutto in relazione all’ipotesi di introduzione – in funzione di controllo degli accessi – di un ticket sul ponte della Libertà con esenzione per i titolari di un Pass Venezia. Un intervento forte previsto nel vecchio piano 2010, rimasto nel “titolo” di un paragrafo anche nell’aggiornamento 2013, come pure nelle previsioni per il 2020, ma di fatto ora svuotato dell’impatto, articolato nel testo finale in maniera più graduale: niente ticket di accesso – al momento – ma sconti nei servizi per chi prenota on line. Come accade già ora con Venice Connected, ma prevedendo agevolazioni anche per servizi privati: tutto da definire.

«Non sono uno scolaretto redarguito dal maestro, non ho fatto alcun dietrofront sul ticket sul ponte della Libertà, non ho ricevuto “strigliate” dal sindaco se non una normalissima e doverosa telefonata di chiarimento», puntualizza e circostanzia l’assessore Ugo Bergamo, «c’è stato solo un difetto di comunicazione nel mantenere alcuni “titoli” del vecchio Pum 2010, a fronte di modifiche che sono invece già contenute e articolate nell’aggiornamento 2013, come il fatto che si “titola” ancora sull’introduzione di un ticket di accesso sul ponte della Libertà (prevista nel 2010) quando invece ora si punta a un sistema di sconti per chi prenota in anticipo». Così, a pagina 26 del documento, si osserva che a fronte dello sviluppo del progetto Venice-connected di prenotazione, «le proposte (di ticket e Pass, ndr) potrebbero essere introdotte in modo graduale, sperimentando inizialmente politiche più morbide, che non prevedano necessariamente imposte sul transito per coloro che non intendono usufruire della Carta, ma che semplicemente offrano sconti sulle tariffe ai diversi servizi in caso di prenotazione online rispetto a chi compra in loco». Se alcuni progetti sono chiari, pur nella lontana scadenza 2017-2020 – come per i nuovi terminal a San Giobbe (alleggerendo il traffico del Giracittà sul Canal Grande, con una linea Fondamente Nuove-ospedale-isole) e a San Basilio (con tram che sostituisca bus e motoscafi) o il tram Marghera-Venezia e Favaro-aeroporto – di certo il testo difetta in chiarezza, in alcuni punti più controversi, come quello relativo al “collegamento tra terminal Tessera e Venezia insulare”: non si parla più di sublagunare, ma «si ribadisce l’opportunità di una linea di forza del trasporto lagunare»; si dice che «è necessario venga valutata ogni altra tecnologia» per il «collegamento veloce» aeroporto-Venezia, ma non si capisce quale. «Siamo aperti al confronto con la città, le Municipalità, i consiglieri, le associazioni su tutto», ribadisce Bergamo, «l’obiettivo è arrivare a un Pum condiviso entro fine anno».

(r.d.r.)

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