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LA PROTESTA – Le forze dell’ordine vogliono deviare il corteo di domani mattina verso il mercato ortofrutticolo

RASSICURAZIONE – Tommaso Cacciari «Non ci sarà alcun infiltrato Siamo pacifici»

I problemi potrebbero sorgere per la “manifestazione di terra” che da piazzale Roma domani alle 10 punterà ad arrivare al porto passeggeri in Marittima per concludersi con un sit-in proprio dove arrivano i grandi “condomini del mare”. E ci si augura che non ci sia nessun braccio di ferro. «Vogliamo esprimere il nostro disagio – sottolinea Tommaso Cacciari di Global Project – ma non ci saranno “infiltrati” ma solo persone che vogliono essere complici e solidali con una protesta sacrosanta. Non ci sarà alcuna sbavatura. É aperta la partecipazione a chiunque».
Parole chiare formulate dopo l’incontro di ieri in Questura dagli organizzatori della tre giorni di mobilitazione anti-grandi navi “Par Tera e par Mar” nel quale sono stati stabiliti i “limiti” all’iniziativa. In Questura è stato chiesto ai partecipanti al raduno di procedere con il proprio corteo mattutino da Piazzale Roma fino all’area del Mercato Ortofrutticolo e di non “sconfinare” nella Stazione Passeggeri per un sit-in. Ipotesi che non convince gli organizzatori che vorrebbero invece raggiungere l’area degli scali della navi crociera. É possibile che alla fine si scelga la strada di una protesta ridotta, ma simbolica. Si vedrà.
Invece nulla osta definitivo per la manifestazione di domani pomeriggio, con le barche, lungo il Canale della Giudecca. In questo caso il sì di Prefettura e Questura è stato ufficializzato senza problemi e probabilmente si è fatto anche mente locale per evitare gli episodi spiacevoli tra manifestanti e forze dell’ordine del corteo acqueo dell’aprile dell’anno scorso. «Chi viene lo fa per partecipare – conclude Tommaso Cacciari – Tutti si adegueranno alle decisioni stabilite dal Comitato No Grandi Navi».

 

I TEMI – Anche il Comitato chiede di intervenire all’incontro con Lupi

E Caccia scrive a Bray: «Si faccia sentire»

Il “motivo conduttore” è uno solo fare appello al Governo affinchè riveda la propria decisione di convocare una riunione tra enti locali e armatori italiani e stranieri prevista con il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi a Roma per il 13 giugno. E i primi a contestare questa decisione è proprio il Comitato No Grandi Navi: «Si applichi da subito il decreto Clini-Passera – dice – allontanando l’entrata in laguna delle navi sopra le 40 mila tonnellate. E se a Roma ci devono essere gli armatori, è fondamentale che ci siano anche le associazioni private dei cittadini veneziani». E sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere di “In Comune”, Beppe Caccia che ha mandato una lettera aperta al ministro per i Beni culturali, Massimo Bray sottolineando il rammarico per la riunione convocata da Lupi che di fatto esautora l’incontro del Comitatone impedendo di fatto a Bray di prendere parte allo scambio di opinioni tra enti locali, ministero, Porto e associazione degli armatori.
«La situazione è pericolosamente immutata nonostante il decreto Passera-Clini mai entrato in vigore. I giganti del mare continuano a solcare le acque della Laguna. Ed è inspiegabile che il suo ministero sia stato tenuto fuori dall’incontro del suo collega Lupi».
E sulla scia dei commenti, vi è anche quello di Lidia Fersuoch di Italia Nostra che chiede che le istituzioni si impegnino da subito nella costituzione di una “autorità unica” sovraordinata rispetto ai poteri locali, coordinata dai Ministeri per i beni culturali e pure dell’Ambiente per poter pianificare un nuovo futuro per Venezia ed eliminare il gigantismo delle navi crociere». Dal canto suo, l’urbanista Stefano Boato rilancia la discussione sulla proposta De Piccoli (scalo alla bocca di porto del Lido ndr): «Se Venezia e il governo – dice – vogliono essere adeguati alle responsabilità e alle prospettive, devono elaborare un modo condiviso e poi sancire nel prossimo Comitatone i principi e i criteri strategici per un bando internazionale in materia sulle quali possano misurarsi le migliori progettualità internazionali».

 

IL PRESIDIO – Sacca Fisola, con le tende summit internazionale dei comitati ambientalisti

Una mobilitazione internazionale di tre giorni per lottare contro le grandi navi e le grandi opere “Par tera & par mar”. Da ieri a domani l’area degli impianti sportivi di Sacca Fisola ospita tende e gazebi del comitato lagunare contro i transatlantici in Canal della Giudecca assieme a quelle di associazioni e movimenti ambientalisti (italiani e stranieri) che condividono l’iniziativa. Un’area comunitaria dove si svolgono assemblee e incontri sulle problematiche delle grandi opere e delle speculazione economiche dei territori, per chiudere verso sera con eventi culturali e musica. Una mostra fotografica e cartografica è stata allestita nel salone meeting del centro sportivo dell’isola, per evidenziare i cambiamenti della laguna per il moto ondoso negli ultimi decenni con censimento di tutte le rive del Bacino di San Marco e del Canale della Giudecca. Soggetto della mostra anche il Mose, ritenuto dai comitati una spesa “inutile” che non porterà benefici. Domani, giornata clou della manifestazione, gli attivisti protesteranno con due lunghi cortei: al mattino “par tera” cercando di assediare il porto di Venezia, al pomeriggio “par mar” cercando di impedire il passaggio delle navi da crociera in Bacino, forti dell’esperienza del 16 settembre scorso. Sulle grandi opere sono numerosi i movimenti a voler protestare, provenienti dal Veneto fino alla Sicilia, ognuno per il proprio territorio. Gli attivisti francesi, per esempio, si contrappongono alla realizzazione dell’aeroporto a Notre Dame Del Landes e quelli tedeschi lottano contro la realizzazione di un’autostrada in Germania. Nel corso delle assemblee di oggi sarà presentato un dossier di studio del comitato “No Grandi Navi” in cui il docente di Politica Economica dell’Università Ca’ Foscari, Giuseppe Tattara, presenterà danni, costi e benefici del passaggio delle enormi crociera in laguna. Nella mostra anche le foto e gli articoli degli incidenti “nautici” di petroliere e transatlantici sulle rive lagunari.

 

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