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Gazzettino – La tragedia sulla A4

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

giu

2013

DOLO – Notte di caos in A4 dopo l’inferno

SCHIANTO MORTALE – Autopsia sul camionista. La Procura apre l’inchiesta

IN AMBULANZA – E stato portato in ospedale a Dolo

L’INTERVENTO – Notte di lavoro per rimuovere le sostanze pericolose

AUTOSTRADA PARALIZZATA – L’incidente di venerdì pomeriggio ha bloccato gli automobilisti per ore e i disagi si sono protratti fino a ieri mattina in direzione Venezia

INTRAPPOLATI – Centinaia gli automobilisti rimasti intrappolati nelle loro auto a causa del tamponamento mortale di venerdì pomeriggio sulla corsia dell’A4

A passo d’uomo dopo l’inferno

Ieri a mezzogiorno c’era ancora coda di 5 chilometri nel tratto interessato dall’incidente

Ieri pomeriggio all’ospedale di Padova, su disposizione della Procura, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Nicola Faggian, il 37enne di Asseggiano deceduto nel tragico tamponamento di venerdì pomeriggio in A4. In mattinata è stato dimesso il l’autostraportatore polacco M.P. 58 anni che guidava autoarticolato Mercedes carico di collettame contro cui si è schiantata l’autocisterna di Faggian, padroncino del Cam di Marghera, rimasto intrappolato nella cabina ridotta a un groviglio di lamiere e spirato poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Sull’incidente la Procura euganea ha aperto un’inchiesta. Secondo i rilievi eseguiti dalla Polstrada di Mestre i mezzi che sono stati coinvolti nella catena di impatti sono cinque, tutti posti sotto sequestro: quattro camion, e un’auto. Quest’ultima, un’Alfa 159 stationwagon, condotta da un tedesco di 49 anni residente a Preganziol, è rimasta schiacciata fra un Man condotto da un ungherese di 48 anni carico di bomboloni vuoti e da un autocarro Renault condotto da uno sloveno di 56 anni che trasportava vernici: per nessuno dei tre sono state necessarie cure mediche.
I disagi pesantissimi alla circolazione iniziati verso le 18 di venerdì, quando l’A4 è stata chiusa al traffico con uscita obbligatoria a Padova Est si sono protratti fino a mezzogiorno di ieri, quando nel tratto maledetto fra Padova Est e Arino, direzione Venezia, si registrava ancora una colonna di 5 chilometri. A favorirla il restringimento dovuto all’eliminazione dei detriti ancora sull’asfalto. La sera prima una volta rimossa la cisterna della vittima colma di acetato di butile, sostanza estremamente tossica e infiammabile le cui operazioni di sono concluse verso le 22.30 sotto il coordinamento dei vigili del fuoco, a creare i problemi più grossi è stata la polvere di ossido di ferro dispersa sulla sede stradale. Era contenuta in numerosi sacchi caricati sul rimorchio sloveno. Si sono dovuti utilizzare dei miniescavatori per smassarli. L’A4 è stata riaperta parzialmente alle 23.10 con il transito consentito sulla sola corsia di sorpasso, quindi verso mezzanotte i veicoli sono potuti defluire su due corsie. La completa riapertura solo attorno alle due.
Lo sforzo degli operatori dell forze dell’ordine, del Suem, della Cav e dei volontari della Protezione civile è stato massimo: sul posto quattro le pattuglie della Polstrada d Mestre con il funzionario del centro operativo della Polstrada di Padova, medici del 118 di Padova e di Mestre, allertati anche gli ospedali di Dolo e Mirano, cinque squadre dei pompieri di Padova e di Venezia.

 

IN CONTROMANO – Staffetta con l’auto della Polizia stradale

Corsa contro il tempo per salvare un bambino con la febbre a 40°

Ostaggio dell’autostrada per oltre cinque ore. In uno dei primi pomeriggi assolati. Fra gli automobilisti intrappolato nel tratto fra Padova Est e Arino, in direzione Venezia, a causa del tragico tamponamento in cui ha perso la vita Nicola Faggian, c’è stato anche chi ha accusato malori. In campo i volontari della Protezione civile per distribuire bevande e panini. E non è mancata un episodio di vera e propria emergenza. Quando alle 22.30 una pattuglia della Polstrada ha fatto da staffetta alla macchina di una famiglia con un bimbo di 18 mesi che forse a causa del calore accusava circa 40 di febbre. In contromano, sulla corsia di emergenza, i due veicoli sono arrivati fino al varco all’altezza della Statale 11 dove, all’esterno attendeva l’ambulanza che ha trasportato il piccolo all’ospedale di Dolo per le cure del caso.
E alle 23. poco prima dell’apertura di una corsia per far cominciare a far defluire il traffico, qualche conducente ha forzato abusivamente un varco collocato a un paio di chilometri dallo schianto, in comune di Vigonza. Ma tensione ed esasperazione sono rientrate quasi subito e tutto è ritornato alla normalità senza conseguenze.

 

IL RICORDO Per gli amici Nicola Faggian era sempre prudente al volante

«Sono sicuro, si è sacrificato per evitare di fare altre vittime»

LA TESTIMONIANZA   «Mi aveva detto: anche se vai a 40 all’ora non c’è scampo»

UNA PROMESSA DEL ROCK – Nicola Faggian, 37 anni, voleva dedicarsi solamente alla carriera di batterista

«Conoscendo il cuore di Nicola, generoso e altruista, guardando le foto dell’incidente mi piace pensare che abbia scelto volutamente di sbattere contro il camion che lo precedeva, sacrificandosi. Perché se sterzava sulla sinistra per salvarsi avrebbe tamponato le auto in colonna e avrebbe provocato altre vittime». Francesco Payne Malvolti non ha dubbi e non si dà pace per la morte del suo migliore amico, che cresciuti insieme, circa un anno fa aveva coinvolto fa nell’avventura musicale del gruppo fiorentino “Stazione centrale” dato il suo talento innato alla batteria. «Nicola non avrebbe mai fatto una manovra che poteva mettere in pericolo la vita delle persone. Circa un paio di mesi fa quando stavamo registrando a Firenze proprio le sue percussioni per il nostro primo album con tanto di contratto discografico già strappato, me l’aveva confidato – continua – “col camion carico basta un attimo. Anche se vai a 40 all’ora è inutile frenare”. Col senno di quello che è accaduto pare un funesto presentimento».
Nicola Faggian, 37 anni, residente in via Jacopo Da Todi ad Asseggiano, al volante era bravo. Era il suo mestiere da “padroncino” per il Cam di Marghera, ereditato da dal padre: lo faceva da circa vent’anni. «Alla sicurezza ci teneva e aveva frequentato anche due corsi specializzati per saper governare l’autocisterna anche in situazioni di emergenza. Era molto scrupoloso – spiega ancora Francesco – sulle norme anche quelle dei tempi e degli orari di percorrenza. E lo hanno confermato anche i poliziotti che hanno analizzato il suo cronotachigrafo. Era partito la sera precedente per Milano dove, dopo aver pernottato ha effettuato il carico al mattino, partendo poi il primo pomeriggio. Un colpo di sonno? No, lo ripeto non era da lui. Era troppo ligio al dovere. Mi sento di escluderlo». Che Nicola non c’è più, la mamma, affetta da problemi di salute, l’ha saputo solo ieri mattina con il supporto di due psicologi della Polstrada. La sorella Alessandra, che abita a Spinea, invece lo ha appreso qualche ora dopo la tragedia: le notizie dell’incidente in A4, le immagini dell’autocisterna uguale a quella che guidava il fratello, il cellulare che squillava a vuoto. E si è precipitata immediatamente all’ospedale di Padova dove è stato trasportata la salma di Nicola. Distrutta dal dolore anche la fidanzata con cui Nicola da qualche settimana aveva deciso di andare a convivere in una nuova casa. Progetti di vita e professionali che si sono infranti in un venerdì pomeriggio di sangue lungo l’A4. «La musica doveva diventare la sua unica professione. A breve. A settembre – conclude Francesco – quando è stata stabilità l’uscita del nostro lp. Il titolo doveva essere “Nuovo inizio” ora dovrà tener conto dell’addio di Nicola, soprannominato dagli amici “Tenaja” che ha lasciato la firma inconfondibile con la forza e l’energia della sua batteria. E proprio la pagina Facebook del gruppo ieri era listata a lutto. «Un artista della tua levatura non scompare mai. A presto Nik», hanno scritto gli amici della band.
(m.and.)

 

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