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NO GRANDI NAVI – In mattinata una manifestazione fino alla Marittima nonostante il no della Questura

Nel pomeriggio sfilata di barche di ogni tipo in canale della Giudecca contro le navi crociera

Doppia mobilitazione di protesta, oggi, per il terzo e ultimo giorno del summit internazionale contro le grandi navi e le grandi opere. La prima alle 10, con un corteo che partirà da piazzale Roma per raggiungere il mercato ortofrutticolo, come richiesto dalla Questura. E la seconda alle 16, con presidi a San Basilio e a Sacca Fisola e barche lungo il canale della Giudecca (con un vaporetto affittato dagli organizzatori per trasportare i manifestanti da una riva all’altra).
Principale incognita, il corteo della mattina, dal momento che l’imposizione di non sconfinare nella Stazione passeggeri per un sit-in non è piaciuta. Ieri, nel quartier generale di «Par Tera & par Mar» nei campi sportivi di Sacca Fisola, bocche cucite sul da farsi. Salvo per Tommaso Cacciari di Global Project, che con la frase «Il porto lo vorremmo raggiungere», eventuali sorprese non le ha confermate né smentite. Manifestando invece una più chiara volontà di «bloccare la partenza delle grandi navi» nel pomeriggio, e compatibilmente con il numero ancora imprecisato d’imbarcazioni che aderiranno alla protesta.
Sempre ieri, a Sacca Fisola, l’assemblea in streaming dei comitati e delle associazioni del Veneto e del Nordest e quella dei comitati internazionali, per discutere e confrontarsi «sul sistema politico-affaristico all’origine di grandi opere il più delle volte inutili». Per Piero del Comitato No Tav, «un modello di sviluppo distruttivo, da criticare radicalmente in Italia e in Europa». E dove, per il Nordest, oggetto di contestazione sono state soprattutto le giunte regionali Galan e Zaia, «per il sostegno a una politica che ha prodotto solo danni, debito pubblico e corruzione. Dal Mose fino alle grandi navi, ultima espressione di un futuro smisurato».
Univoca, nei relatori, la richiesta di collaborare «in difesa dei beni comuni». Attraverso la creazione «di un laboratorio per lavorare tutti insieme a modelli di sviluppo alternativi, e per una solidarietà più ampia in una battaglia per il cambiamento».
Prossimi appuntamenti, lo Sherwood Festival, in programma a Padova il primo luglio. E il terzo «Forum internazionale contro le grandi opere inutili e imposte», organizzato a Stoccarda tra il 25 e il 29 dello stesso mese.

 

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