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Nuova Venezia – Chioggia, D’Alpaos boccia lo sbarramento

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

giu

2013

Chioggia. Il professore critica il progetto contro il cuneo salino: «È pericoloso»

CHIOGGIA «Sbarramento sul Brenta penalizzante per le darsene e potenzialmente pericolo per l’ambiente». Le perplessità stavolta non sono dei sei titolari delle darsene che contrastano la collocazione dell’opera, ma di Luigi D’Alpaos, ordinario di Idraulica all’università di Padova, tra gli ospiti del talk show dedicato allo sbarramento anticuneo salino organizzato giovedì da Tv7. Per la prima volta i sostenitori di una e dell’altra parte si sono confrontati in un dibattito pubblico. Oltre alle ormai note posizioni sono emersi dati nuovi come i dubbi sollevati da un famoso esperto del settore.

«Non c’è dubbio che questa struttura penalizzerà la navigabilità del Brenta», spiega D’Alpaos, «ma il problema è anche un altro, di tipo ambientale. Si sta continuando con un uso esasperato delle acque dei fiumi utilizzati per scopi irrigui, i fiumi vengono snaturati. Tutta questa vicenda mi ricorda, forse per le mie origini bellunesi, il Vajont. L’analisi ambientale andava approfondita perché non escluderei problemi in caso di piena. Di certo si potevano valutare altre soluzioni, tipo quelle usate per gli sbarramenti sul Po che ha un varco centrale sempre aperto».

Il presidente del consorzio di bonifica Adige Euganeo, Antonio Salvan, e l’ingegnere del Consorzio Venezia Nuova, Giannarturo Comola, hanno ribadito che è stata scelta la collocazione migliore dal punto di vista tecnico e dal punto di vista economico ribadendo che le paratie saranno aperte quando il fiume non è in magra, che esiste una luce centrale e che comunque la conca di navigazione permetterà il transito delle barche anche a sbarramento chiuso. Alle illazioni che da settimane circolano su possibili “ulteriori interessi” nella scelta di spostare il ponte, nel 2009, a due km e mezzo dalla foce, il sindaco Giuseppe Casson ha risposto invitando chi crede che esistano strani favoritismi a sporgere denuncia alla Procura. «Esiste un Prg che non abbiamo realizzato noi», spiega Casson, «che prevedeva già tre darsene sulla foce del Brenta. Chi ha dubbi faccia denuncia». Ovvio che le darsene a valle dello sbarramento saranno avvantaggiate così come è plausibile una rivalutazione dei terreni a ridosso delle due estremità del ponte. A fine dibattito Marino Masiero, portavoce delle sei darsene, ha proposto uno stand by di un mese per valutare in modo approfondito i danni, ma Casson e Salvan hanno ribadito che a questo punto l’iter non si può bloccare e che le analisi sono già state fatte. (e.b.a.)

 

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