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LA PROTESTA»MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE

Il comitato: «Sono dannose, gli yacht in Marittima porterebbero ricchezza»

Orsoni: «Questa iniziativa fa riflettere, troviamo un’alternativa a San Marco»

«Non prendete quella nave». Giornata di protesta internazionale contro le maxicrociere a San Marco. Si conclude con due manifestazioni oggi a Venezia la tre giorni organizzata dai comitati «Par tera e par mar». La parola d’ordine è «riprendiamoci la laguna». Stamattina corteo da piazzale Roma alla Marittima (ore 10) nel pomeriggio manifestazione su barche a San Basilio. Questura in allerta, ma ci sono state anche interrogazioni parlamentari (di Sel e del Pd) per chiedere il «rispetto della libertà di manifestare». Nel settembre scorso per allontanare le barchette dei manifestanti era arrivato anche un elicottero a bassa quota, con rischi di incidenti. Stavolta sarà più difficile. I manifestanti, venuti anche dall’estero, saranno molti di più. Lo stesso sindaco Giorgio Orsoni ha accolto l’iniziativa con un’apertura. «Deve far riflettere», dice, «è il momento di trovare un’alternativa al passaggio delle navi davanti a San Marco». Traffico difeso a spada tratta dal comitato Cruise Venice.

«Un sindacato giallo, che descrive le crociere con immagini da Mulino Bianco, per far credere che si svolgano nel mondo dei puffi», li attacca il comitato «No Grandi Navi». «Noi non siamo contro le navi», prova a spiegare il portavoce Silvio Testa, «ma contro queste navi, troppo grandi per la laguna. Dicono che portano ricchezza, ma spostandole fuori e destinando la Marittima a navi più piccole e yacht la ricchezza sarebbe maggiore: la Marittima potrebbe diventare una miniera d’oro».

Oggi invece dicono i comitati, la ricchezza è di pochi e i danni sono a carico dei cittadini. Danni che i manifestanti hanno filmato anche ieri, all’arrivo delle grandi navi.

«Abbiamo pronto un nuovo dossier», dice Luciano Mazzolin, «con filmati che documentano dei fumi neri sparsi dalle navi».

Corteo e manifestazione davanti ai cancelli della Marittima. La Questura sarà presente in forze per impedire l’accesso all’area portuale. «Non lo abbiamo mai chiesto», dicono i manifestanti. Intanto la notizia fa il giro del mondo. Oggi, a bordo di un vaporetto noleggiato all’Actv, ci saranno troupe e giornalisti da mezzo mondo. La flottiglia dei manifestanti intende occupare il canale della Giudecca, teatro quotidiano del passaggio di navi che ormai hanno raggiunto dimensioni spropositate rispetto a quelle della città antica: 130 mila tonnellate, 330 metri di lunghezza, 60 di altezza, più dei campanili. Un traffico che aumenta e secondo i manifestanti «mette in pericolo la città e la nostra salute». Adesioni da tutto il mondo, compresi intellettuali e uomini di cultura come Nanni Balestrini, Ottavia Piccolo, Alex Zanotelli, Gianni Berengo Gardin e molti altri.

Alberto Vitucci

 

I CORTEI – La Questura teme blitz “spettacolari” Vietato il porto

Nessuno ha intenzione di trasformare il Tronchetto e il canale della Giudecca in un campo di battaglia. Tutti amano questa città per potersi prendere la responsabilità che eventuali scontri possano danneggiare anche un solo masegno. Ma comunque l’impegno delle forze dell’ordine per garantire una manifestazione pacifica è massimo ad iniziare dall’impiego di parecchi uomini delle forze dell’ordine e della polizia locale. Questo non vuol dire che non ci possano essere eventuali scaramucce. Il primo corteo è previsto parta alle 10 da piazzale Roma e si diriga verso il porto. Il corteo passerà davanti all’entrata del porto senza entrare. Del resto nessuna manifestazione è mai stata autorizzata all’interno dell’area portuale, anche meno d’impatto come quelle a sostegno dei migranti che arrivano dalla Grecia nascosti nei traghetti. Il corteo è previsto prosegua fino all’”isola nuova”, dove terminerà alla fermata Actv del Mercato. In Questura i responsabili dell’ordine pubblico temono più che un confronto in strada, i blitz degli organizzatori. Temono la fantasia degli appartenenti ai centri sociali che negli anni si è sempre mostrata florida. Del resto un atto eclatante, anche solo di striscioni appesi a qualche monumento di Venezia, fa parlare il mondo intero. La manifestazione del pomeriggio è stata annunciata in canale della Giudecca dalle 16 alle 20. A settembre dello scorso anno, in canale, c’era stata parecchia tensione, tra manifestanti e forze dell’ordine anche perché a bordo di barchini chi protestava voleva bloccare o quantomeno far rallentare il transito dell navi in uscita, mentre la polizia aveva fatto sorvolare, a bassa quota, con l’elicottero le imbarcazioni creando parecchie turbolenze che alla fine avevano tenuto lontano dalle navi i barchini.

Carlo Mion

 

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