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Con i comitati al corteo di protesta anche il sindaco Maniero e il parroco don Carlo in carrozza: sotto accusa la Regione

BORBIAGO. Quasi trecento persone in bicicletta, con il parroco di Borbiago don Carlo trasportato da un carrozza trainata da cavalli, hanno invaso ieri le principali strade comunali di Mira per protestare contro i ritardi della Regione Veneto nella realizzazione del sottopasso pedonale fra Oriago e Borbiago in vista della realizzazione della nuova bretella di collegamento fra la A 4 e la Brentana.

«Si tratta di un’opera complementare al Passante», dice Davide Moressa, rappresentante dei comitati, «che di fatto taglierà in due il territorio comunale, non permettendo un collegamento sicuro per pedoni e ciclisti fra i due centri. Sulla nuova bretella infatti è previsto un traffico di 8-10 mila veicoli giornalieri e farci transitare pedoni e ciclisti significa condannarli a rischio incidenti» .

Ieri i comitati e i cittadini, dopo aver collocato uno striscione di protesta davanti all’opera in costruzione, si sono dati appuntamento davanti alla chiesa del paese. In bicicletta con i cittadini dietro la carrozza del parroco c’erano gli organizzatori dell’evento, il sindaco Alvise Maniero che ha sostenuto l’iniziativa e tanti cittadini, quasi trecento, tutti residenti di Borbiago e Oriago. Il percorso per circa sette chilometri si è snodato lungo via Giovanni XIII a Borbiago e via Risato Bellin a Oriago. Poi i ciclisti e la carrozza con il parroco hanno transitato fino a Mira Porte lungo la Brentana rallentando il traffico in direzione Padova. Il corteo poi è rientrato lungo via Boldani e da lì a Borbiago in via Giovanni XXIII. La tappa finale è stata per un momento di ristoro il centro civico di Borbiago.

Moressa e altri residenti hanno argomentato nel dettaglio il motivo della protesta a cui i parroci di Oriago e Borbiago hanno aderito raccogliendo firme fra i cittadini dopo le messe:

«Non possiamo permettere che opere del genere, che dovrebbero migliorare la vita dei paesi e unire i territori, producano nella realtà dei fatto l’effetto contrario. Un mese fa abbiamo consegnato nelle mani dell’assessore regionale oltre 2000 firme. Da settimane però tutto tace. L’incontro esecutivo che l’assessore aveva programmato è slittato a data da destinarsi. Il fatto è che questo sottopasso o si fa subito o non si fa più».

Sembra ci siano dei problemi a finanziare l’opera promessa:

«Siamo alle solite», conclude Moressa, «prima si promette una cosa, poi si temporeggia e si perde tempo. Così proprio non va. Siamo pronti anche a nuove manifestazioni di protesta se alle parole non seguiranno i fatti».

Alessandro Abbadir

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