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dopo la tragedia» SABATO NERO sulle strade

Pesanti ripercussioni anche sulla viabilità ordinaria, specialmente in Riviera Molti automobilisti hanno protestato per mancanza di assistenza

Autostrada chiusa fino alle 23,30 di venerdì per la carambola

Disagi e sette chilometri di coda per i lavori di messa in sicurezza

MESTRE – Mancavano 10 minuti alle 13 di ieri quando anche la terza corsia dell’A4, direzione Trieste, a Vigonza, è stata riaperta. È tornata alla normalità l’autostrada in direzione est dopo l’inferno di venerdì. Quasi venti ore di paralisi del traffico dopo due incidenti costati la vita ad altrettante persone. E lo scontro poteva avere conseguenze ben più gravi considerata la sostanza trasportata da uno dei camion coinvolti. Dalle 17.45 di venerdì il collegamento tra l’est dell’Italia e l’ovest è saltato. Infatti la spina dorsale stradale, la A4, era rimasta bloccata. Sembrava di essere tornati ai tempi della vecchia tangenziale di Mestre, quando bastava un nulla per paralizzare per ore la principale linea di collegamento viario del Nord Italia. Il blocco dell’A4 vuol dire mandare in tilt anche la viabilità ordinaria dove si scarica il traffico che non può entrare in autostrada. Ed è quanto successo tra venerdì e ieri pomeriggio. Da sottolineare, inoltre, che il tutto è avvenuto nel primo fine settimana di sole che ha spinto numerose persone a infilarsi sulla strada del mare. A causare l’inferno l’incidente di Vigonza dove ha perso la vita Nicola Faggian, 37 anni, camionista di Mestre. Con la sua autocisterna carica di acetato di butile, sostanza altamente infiammabile impiegato nell’industria dei colori e in quella alimentare, stava viaggiando in direzione di Venezia. Il camionista, secondo la polizia stradale di Mestre che ha compiuto i rilievi, non si è accorto dei veicoli che avevano rallentato davanti a lui. Nel tremendo schianto sono rimasti feriti anche due automobilisti ma in maniera lieve. Illesi altri tre camionisti. C’è voluto parecchio tempo per estrarre dalle lamiere il camionista morto e per recuperare i veicoli coinvolti e il carico di uno dei camion, finito sull’asfalto. La carreggiata è stata chiusa completamente dieci minuti dopo lo scontro. In pochi minuti si è formata una coda di veicoli leggeri e commerciali. Del resto il venerdì pomeriggio la viabilità lungo la Serenissima è sempre rallentata, considerato il traffico commerciale di rientro molto consistente. Per chi proveniva da ovest i primi rallentamenti li incontrava tra Padova ovest e Padova est. E proprio in questo tratto di autostrada è avvenuto il secondo incidente mortale. L’autostrada è stata chiusa a Padova est creando notevoli problemi anche sulla Bologna Padova. Tutto il traffico che l’autostrada scaricava sulla viabilità ordinaria si è riversato sulla Riviera del Brenta e in parte sul Miranese. Per ore, fino alle 23.30, l’A4 è rimasta completamente chiusa. A quell’ora sono state riaperte due corsie. Mentre la terza era ancora occupata dagli automezzi coinvolti nello scontro e dal carico di uno dei camion. Poco prima di riaprire le due corsie, intorno alle 22, le auto in colonna e ferme da quando era successo l’incidente sono state fatte tornare indietro con inversione a “U”. Molte le proteste degli automobilisti che chiedevano questa possibilità già da ore. E tante sono state le lamentele perché non sono stati assistiti. Per fortuna la sostanza contenuta nella cisterna del camion dove ha trovato la morte Faggian non è uscita. Altamente infiammabile poteva causare una strage. La cisterna è stata trainata via dai tecnici della Cav con la scorta dei vigili del fuoco. Per tutta la notte c’è stata una coda lunga all’incirca sette chilometri. Per chi proveniva da ovest era consigliata l’uscita di Padova est. Ieri mattina ad appesantire la situazione si è messo l’aumento di traffico dovuto alla prima vera puntata verso le spiagge del litorale. Infatti un sole finalmente estivo ha spinto molti sulle strade del mare. Terminato di caricare il materiale finito sulla strada e pulito l’asfalto l’autostrada è stata completamente riaperta.

Carlo Mion

 

LA TESTIMONIANZA DI ALESSANDRO STAFFELLI

«Mi sento un miracolato potevo finire in quell’inferno»

VIGONZA – Medico per professione e volontario per passione ma la scena che ha vissuto venerdì gli rimarrà impressa per tutta la vita. Alessandro Staffelli, medico milanese e fratello del noto volto televisivo Valerio, ha assistito all’incidente sull’A4 che ha visto Nicola Faggian perdere la vita. «Non mi era mai capitato di assistere a una tragedia del genere a pochi metri di distanza. Se dietro di me ci fosse stato qualcuno che non rispettava le distanze di sicurezza mi sarei ritrovato in mezzo all’inferno e ora non sarei qui a raccontare questa tremenda sciagura. Abbiamo cercato in tutti i modi di salvarlo ma non c’è stato nulla da fare, alla fine non c’è l’ha fatta. Mi dispiace molto». Staffelli, 47 anni, si trovava sull’A4. «Abbiamo chiamato subito i soccorsi» continua il medico «il ferito presentava una profonda ferita alla testa, aveva un filo di voce. Intrappolato tra le lamiere chiedeva aiuto perché non riusciva a respirare. Era terribile essere inermi di fronte a quell’uomo. Sono profondamente dispiaciuto».

(d.mas.)

 

«Nick resterà con noi grazie alla musica»

Il dolore degli amici su Facebook e nel blog del gruppo Stazione Centrale dove suonava. «Avevamo appena finito un album»

MESTRE – In lutto la band Stazione Centrale dopo la grave perdita del batterista veneziano Nicola “Tenaja” Faggian. Il musicista-camionista è morto venerdì pomeriggio, mentre era alla guida del proprio camion, vittima di un grave incidente che è avvenuto lungo l’autostrada Padova-Venezia. Faggian da un anno era entrato a far parte della band fiorentina Stazione Centrale, chiamato dal cantante della formazione Francesco Payne, suo amico di gioventù. «Grazie a Nicola», racconta il cantante, «la band aveva trovato un suo equilibrio e finalmente eravamo riusciti a finire il secondo album a cui stavamo lavorando da tre anni. Siamo riusciti a fare un lavoro importante, registrando negli studi Larione di Firenze, dove ha inciso anche Sting. Il cd uscirà a ottobre e lo dedicheremo a Nicola. Il titolo ancora non l’abbiamo deciso ma adesso è chiaro che terrà conto di quello che è successo. Anche il tour promozionale per l’uscita del disco lo dedicheremo a lui». «Ho perso un amico vero», continua Payne, «non solo un valido membro della band. Se ne è andato proprio in un momento in cui la sua vita stava conoscendo una serie di cambiamenti importanti. Aveva trovato da circa un anno una ragazza d’oro che adorava e non vedeva l’ora di iniziare a convivere con lei. Poi aveva deciso di smettere di fare il camionista per dedicarsi solo alla musica». «Io e Nicola eravamo amici da una vita», afferma il leader degli Stazione, «e da ragazzi suonavamo in una sala prove di Maerne. Avevamo una band che si chiamava Lanx Satura, abbiamo vinto anche un’edizione di “Q13 Music”, metà anni Novanta. Poi, io sono andato a vivere a Firenze dove nel 1999 è nato il gruppo Stazione Centrale. Abbiamo sempre avuto problemi con i batteristi, così l’anno scorso ho chiamato Nicola e lui è entrato nella band. Il nostro manager Francois Pirelli (figlio del manager di Ghigo Renzulli dei Litfiba) quando l’ho sentito, piangendo, mi ha detto che Nicola era la persona giusta per la band non solo per la sua professionalità musicale ma per il modo in cui si era inserito nel gruppo». Nicola oltre alla band lascia la mamma, la sorella, il nipotino e la fidanzata. Sulla pagina dei Stazione, Payne ha scritto ai fans: «È con il cuore spezzato che annunciamo la scomparsa del nostro più grande batterista Nicola “Tenaja” Faggian. Non lo avevate conosciuto ancora se non attraverso il nostro blog. Lo conoscerete quando uscirà il nostro nuovo album. Un artista della sua levatura non scomparirà mai. A presto Nick». Sulla pagina Fb della band, Mat You un altro componente del gruppo ha scritto: «Ciao grande Nick, sarai sempre con noi, nella nostra musica, nel nostro cuore. R.i.p.». Alice Villanova, invece, ha aggiunto: «Addio Nicola, sei stato un grande uomo, uno dei più dolci che io abbia mai conosciuto. Sono felice di aver potuto condividere un pezzettino di strada con te».

Michele Bugliari

 

«La sua passione era suonare la batteria»

Grande commozione ad Asseggiano dove Nicola Faggian viveva con la madre. «Siamo tutti sconvolti»

MESTRE – Dapprima la speranza che non fosse lui. Poi la notizia, in serata, che davvero era Nicola Faggian a essere rimasto intrappolato venerdì pomeriggio nell’inferno dell’autostrada A4. I suoi amici di sempre di Asseggiano sono rimasti attoniti; c’è chi non è pure riuscito a dormire, chi si è girato e voltato sul letto ripensando al 38enne, a ricordarlo, a chiedersi il perché di un’assurda tragedia. Era in quel camion perché il lavoro era stato ereditato dal padre Giorgio, ormai defunto. Lui voleva cambiare ma si sa, i tempi sono quelli che sono ed è pur sempre un’occupazione. «Portava lui i soldi in casa» racconta Giuliano Lazzarin, amico d’infanzia e ancora scosso per quanto successo «e sperava di poter cominciare a vivere con la musica. Aveva appena inciso un cd con un gruppo toscano e suonava la batteria. Per questo strumento ha sempre avuto una passione sin da piccolo; ricordo era stato il nonno a preparargliene una in legno». Giuliano ancora non vuole credere alla morte di Nicola; loro si conoscevano da una vita: le scuole assieme, le partite a calcio nell’Asseggiano con Faggian in porta e capitano e poi nel calcio a cinque, dove il 37enne si era spostato in difesa. Stasera si sarebbero dovuti vedere alla Festa della Simpatia di Asseggiano in via Jacopone da Todi, a poche decine di metri dalla sua abitazione. «Un nostro amico compie gli anni», spiega Lazzarin, «ed eravamo stati convocati per stare un po’ in compagnia. Ci conosciamo da quando eravamo piccoli e Nicola sarebbe dovuto passare. Sono sconvolti da quanto successo; venerdì ero con gli altri amici e ci arrivavano notizie sull’incidente. All’inizio non pareva lui, poi sì, infine è arrivato l’annuncio della morte: non riesco neppure a parlare». Nicola viveva con la mamma, ricoverata all’ospedale da qualche giorno per la rottura del femore. Il papà è deceduto qualche anno fa e, in precedenza, aveva subito un incidente stradale che gli aveva provocato una zoppia. Lascia, poi, la sorella, il nipotino e la fidanzata, che frequentava da un po’. «Nicola era una persona splendida e nobile», lo ricorda ancora Giuliano Lazzarin, «sempre con il sorriso sulle labbra e disposto a mettere una buona parola. Quanto gli è capitato è una cosa pazzesca». Anche alcuni vicini non riescono a credere alla morte di Nicola. «Ho sempre visto i Faggian abitare qui» racconta una donna «e di lui non posso che dire bene. Quando ti vedeva salutava, era un uomo gentile, disponibile. Mi spiace tanto anche per la mamma: non so neppure se l’abbiano avvertita della morte del figlio».

Alessandro Ragazzo

 

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