Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

AMBIENTE »VENEZIA VILIPESA

Un reportage su quello che tutti vedono ogni giorno, ma che nel bianco e nero del grande fotografo diventa denuncia forte. Che farà il giro del mondo

L’orizzonte da Riva degli Schiavoni? Cinque file di oblò. Lo skyline da piazzetta San Marco? Scialuppe e ciminiere. Addio San Giorgio, Redentore, Giudecca. Addio striscia sottile del Lido: al loro posto, quattro, cinque, sei volte al giorno scenari bianchi di murate, facciate di condomini semoventi, e lassù in cima la linea di formichine colorate che saluta e gorgheggia. Sono le Grandi Navi, quelle che hanno sostituto galee e galeazze, burci bissone e tartane, grandi mille volte queste: imputate di muovere masse d’acqua che scassano le fondamenta, temute come la peste, ben oltre lo sfregio visivo: se sgarrano, possono cancellare Palazzo Ducale in due minuti. A queste imputate, Gianni Berengo Gardin ha scattato foto segnaletiche. «Ci pensavo da un anno e mezzo» racconta il grande fotografo «Sono rimasto sconvolto, quando le ho viste. In effetti, quando passano, non si vede altro». Berengo Gardin, ineliminabili radici veneziane nel Dna (suo padre aveva un negozio di perle e vetri di Murano, da giovane ci ha lavorato anche lui) continua la battaglia messa in piedi dal comitato No Grandi Navi: un grande aiuto, perché queste immagini, esaltate dal bianco e nero («Il colore distrae, il bianco e nero catalizza l’attenzione») non solo sono una denuncia: sono la documentazione dell’incredibile, del neppure immaginato, della distruzione visiva che può diventare distruzione fisica. Vista la firma, faranno il giro del mondo, con la loro forza di denuncia che lascia attoniti, increduli, esterrefatti. Serviranno a far accelerare il divieto di transito a questi colossi che snaturano l’essenza stessa di Venezia, astronavi aliene che invadono un mondo delicato. «Queste fotografie sono solo una goccia d’acqua nel mare dell’opposizione, ma sono una denuncia civile, una battaglia vera. Non si tratta solo di questione estetica, ma di pericoli reali». Gianni Berengo Gardin ha trovato il tempo di farle dopo che, accompagnando la sua mostra antologica a Palazzo dei Tre Oci, alla Giudecca, ha visto e rivisto il passaggio delle grandi navi. Si è alzato alle 5 del mattino «per riprenderle quando entrano a catturare la loro preda». Nelle foto, ha dato loro tutto lo spazio che si prendono: l’intera visuale. «Non ho usato teleobiettivi per “schiacciare” le distanze, al massimo un 80 millimetri. Non è un effetto ottico: la fiancata della nave toglie tutto lo sfondo, diventa la fine dello sguardo di tutte le calli e i campi di riva degli Schiavoni e della Giudecca». Possono vederlo tutti, al naturale. Berengo dice: «Ho fatto solo il reporter. Se il comitato No Grandi Navi le vuole, gliele regalo».

Paolo Coltro

Cliccare qui per vedere le foto

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui