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Otto Comuni nel cui territorio il progetto Terna ha previsto la posa dei tralicci portano all’ordine del giorno dei rispettivi consigli un compatto «no» all’opera

PAESE – No all’elettrodotto, scendono in campo i consigli comunali degli otto Comuni, sei della Marca e due del Veneziano, maggiormente interessati al tracciato. I sindaci hanno steso una proposta di ordine del giorno contro i tralicci da 380 mila volt di Terna che in queste settimane sta passando al vaglio delle diverse assemblee. A Paese, ad esempio, il documento è già stato votato dai consiglieri; a Morgano è all’ordine del giorno del consiglio convocato per stasera, alle 20.30. La battaglia vede unite le amministrazioni di Paese, Zero Branco, Quinto, Morgano, Trevignano, Giavera del Montello, Scorzé e Martellago. Una volta che tutte le delibere dei consigli comunali verranno raccolte, saranno inviate alla Regione come ennesimo segnale del «no» dei territori ai nuovi tralicci.

«Il progetto di Terna è vecchio di dodici anni: ci domandiamo se oggi, tra crisi e delocalizzazione, risponda ancora alle esigenze del nostro territorio e al Piano energetico regionale», chiarisce il sindaco di Paese, Francesco Pietrobon, «Non abbiamo un progetto chiaro in mano, su cui si sia espressa anche la Regione».

Proprio la Regione è l’ente che più volte è stato chiamato in causa dai sindaci contro l’elettrodotto:

«Non ci ha mai risposto, nonostante i solleciti», spiega ancora Pietrobon. Tra gli interrogativi sollevati dai sindaci nell’ordine del giorno, c’è pure quello relativo all’opzione bis per l’elettrodotto, ovvero lungo l’autostrada. «Chiediamo di capire perché non viene vagliata questa ipotesi, utilizzando un territorio peraltro già compromesso», prosegue il sindaco di Paese, «In ogni caso la linea dovrebbe essere interrata».

I primi cittadini chiedono anche garanzie a Terna sulla dismissione delle vecchie linee (circa 86 chilometri) in virtù della realizzazione di quella nuova, di 30 chilometri. E intanto si avvicina sempre più l’ultimatum dato lo scorso marzo da Terna ai sindaci dei territori interessati: a fine giugno, secondo il gestore della rete elettrica, si concluderà la fase di concertazione con gli enti locali per condividere la fascia di fattibilità entro cui collocare l’elettrodotto e la stazione elettrica di Volpago. Ma i primi cittadini non ci stanno: «Terna non può darci ultimatum», dicono. La battaglia contro i tralicci è giunta quindi a una delle fasi più calde: sindaci da una parte, gestore dall’altra, nessuno al momento pare intenzionato a cedere nemmeno di un passo.

Rubina Bon

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