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Con il ministro Lupi si parlerà di soluzioni diverse da San Marco. Orsoni insiste per Marghera, Costa vuole il nuovo canale 

Una soluzione per le grandi navi. A un anno e mezzo dal disastro della Costa Concordia, il governo prende finalmente in mano la questione delle alternative. Il decreto Clini-Passera, che vieta l’accesso alle grandi navi – oltre le 40 mila tonnellate – in aree sensibili era stato sospeso per Venezia “in attesa delle alternative”. Stamattina alle 11, nella sede del ministero delle Infrastrutture a Porta Pia, l’atteso vertice convocato dal ministro Maurizio Lupi. «

Dovremo dare un termine chiaro per non fare entrare più le grandi navi in Bacino San Marco»,

dice il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Polemiche e tensioni, dopo la tre giorni e le manifestazioni organizzate dai comitati «No Grandi Navi». Si va in ordine sparso. Perché per ora non c’è una ricetta condivisa.

L’Autorità portuale, rappresentata da Paolo Costa, ribadirà l’importanza delle crociere per l’economia veneziana. E proporrà lo scavo di un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, che permetta l’accesso delle grandi navi all’attuale Marittima passando da Malamocco e non dal Lido.

Il sindaco Giorgio Orsoni insiste su quella che definisce «l’unica alternativa realizzabile in tempi brevi». Cioè Marghera, dove la banchina dell’ex Syndial dovrebbe essere attrezzata a ricevere le navi da crociera, scavando soltanto l’area di evoluzione e utilizzano il già profondo canale Malamocco-Marghera.

Ma anche altre sono le alternative, come quelle di Cesare De Piccoli (terminal a Punta Sabbioni, davanti al Mose), o l’ipotesi di tenere le navi fuori della laguna, in mare aperto.

O chi propone il terminal a Sant’Erasmo, come l’ex capo dei piloti Ferruccio Falconi.

«Scavare un nuovo canale dentro la laguna è contrario al buon senso»,

dice il senatore veneziano del Pd Felice Casson. E annuncia che la sua proposta di Legge Speciale – che contiene anche il divieto alle grandi navi – è stata calendarizzata nei lavori del Senato. Se ne discuterà dunque molto presto, con l’ipotesi che l’autorità per decidere su laguna e grandi navi sia affidata al sindaco e non più al governo. Casson definisce «un grave errore» quello di avere escluso dalle consultazioni comitati e associazioni.

«A differenza delle associazioni di categoria che rappresentano interessi legittimi ma di parte», dice, «i comitati chiedono siano rispettati gli interessi della collettività. Dobbiamo anche impedire che come in un recente passato intorno a nuovi grandi progetti ritorni la Banda Bassotti con il partito degli affari».

Vertice, alle 11, dunque: ci sarà anche il presidente della Regione, Luca Zaia. Mentre il Porto e Vtp insistono sulla sicurezza della navigazione in laguna. E associazioni e cittadini, insieme all’opinione pubblica internazionale, chiedono di dire “basta” ai mostri del mare da 130 mila tonnellate a due passi da San Marco.

Alberto Vitucci

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