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Gazzettino – Venezia. Grandi navi, due progetti e una data

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

giu

2013

L’OBIETTIVO – Il primo punto di arrivo sarà il prossimo 25 luglio quando i due progetti (ed eventuali varianti in corso d’opera) saranno messi sul tavolo. Da una parte il piano di scavo dell’antico canale Sant’Angelo Contorta in laguna sud per il transito delle navi crociera in arrivo a Venezia proposta dall’Autorità portuale; oppure il trasloco a Marghera in un apposito terminale come ipotizza il Comune lungo il Canale dei Petroli. Ma l’ultima parola spetterà poi al Comitone in sede e data da destinarsi.

LE REAZIONI – Queste le decisioni prese ieri a Roma in un incontro di una delegazione veneta con i ministri Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente). Perplessità e dubbi dei No Navi: «Si tratta di proposte ambigue».

ALTERNATIVI – La soluzione del Comune sembra lasciare perplesso Zaia, quella del Porto è avversata dai comitati del No

IL VERTICE A ROMA – A parole tutti soddisfatti. I ministri Lupi e Orlando: «Basta dilazioni». La decisione finale al Comitatone

Il 25 luglio si valuteranno i dossier sulla collocazione del terminal a Marghera e sullo scavo del canale Contorta

STAZIONE MARITTIMA – La grandi navi in movimento, confronto a tutto campo per cercare di trovare una soluzione

IL GOVERNATORE   «Se tutti pensano a crescere da soli non vedo nessun sviluppo positivo»

ORSONI   «Fondamentale tutelare la città storica e la laguna»

ZAIA   «Indispensabile garantire il turismo e il suo indotto»

GRANDI NAVI VIA DAL BACINO – I ministri Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente) ribadiscono l’impegno sul decreto Passera- Clini: «Entro luglio i progetti alternativi»

Ultima parola al Comitatone

La decisione è stata quella di non decidere. Adesso. Di valutare i due progetti principali (canale Sant’Angelo-Contorta come propone l’Autorità portuale; e trasferimento della Marittima a Porto Marghera come ipotizzerebbe Ca’ Farsetti), di ritrovarsi con le “carte” e le proposte il 25 luglio prossimo. E alla fine convocare nei tempi dovuti una riunione del Comitatone e qui, con il consesso di tutti (Governo, enti locali, istituzioni, enti di salvaguardia) prendere una decisione impegnativa e formale sul futuro delle grandi navi a Venezia.
Comunque ci sarà una base di partenza: dare piena attuazione al decreto Passera-Clini che stabilisce l’allontanamento di tutti i “condomini del mare” con stazza superiore alle 40 mila tonnellate. Sarebbe un’ inizio, sia pure tra i mugugni dei No Navi e di una parte della città.
É in sostanza questo il risultato dell’incontro di ieri a Roma tra una delegazione veneta e veneziana composta dal governatore del Veneto, Luca Zaia; il sindaco Giorgio Orsoni e il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa che si sono incontrati con i ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture) e Andrea Orlando (Ambiente) e i rappresentanti degli armatori (Clia Europe), Capitaneria e Guardia Costiera. Nella riunione è stata sottolineata non tanto la questione squisitamente “ambientale”, quando e in particolar modo il cosiddetto “gigantismo” delle navi crociere come elemento di maggiore preoccupazione. Certo, Autorità Portuale e Comune hanno presentato le loro rispettive ipotesi di soluzione, ma – come detto – nessuna decisione è stata presa rinviando il tutto al 25 luglio quando le due proposte dovrebbero essere presentate al ministero, nero su bianco. E tra i due “contendenti”, va rilevata in qualche modo la scelta di campo della Regione (socia di maggioranza di Venezia Terminal Passeggeri ndr) per un mantenimento della Stazione passeggeri alla Marittima. Insomma, questione di schieramenti, che vanno anche al di là della politica.
«Dobbiamo ripartire dal decreto Passera-Clini – ha sottolineato il governatore Zaia – ma è altrettanto indubbio che è necessario ribadire la fondamentale importanza dello scalo passeggeri in centro storico». Dal canto suo, il sindaco Orsoni ha chiarito come la riunione romana sia servita a sbloccare la situazione: «La scadenza del 25 luglio è importante dal punto di vista politico – ha detto – Le grandi navi potranno continuare a transitare nella laguna nelle forme che saranno ritenute compatibili con la salvaguardia della città e della sua laguna». Come dire: al di là di tutto va garantita l’«incolumità» della città storica e del suo ecosistema.
Paolo Costa per l’Autorità portuale non è stato da meno: «Presenteremo il nostro piano il mese prossimo – ha detto – con quattro obiettivi: togliere le navi da San Marco; farlo senza mettere in crisi il turismo e l’indotto e rispettando l’ambiente». A chiudere il cerchio ci hanno pensato i due ministri Lupi e Orlando: «Avevamo una necessità come governo di dare tre messaggi: – hanno chiarito i due ministri – che si deve attuare la legge in vigore e cioè che dal canale della Giudecca e di San Marco le navi oltre le 40 mila tonnellate non devono passare più; che comunque in questo periodo si è lavorato per mettere in sicurezza la città di Venezia e l’ambiente circostante; che non si possono più dilazionare i tempi per trovare le soluzioni che permettano che questa legge venga attuata». Punto e a capo. Per il momento. Appuntamento al 25 luglio.

LE REAZIONI

No Navi: «Siamo molto perplessi»

Martella (Pd) : «Fatto importante»

Le perplessità del No Grandi Navi ci sono tutte. E tocca al portavoce Silvio Testa chiarire fin da subito la situazione:

«In apparenza le notizie che giungono da Roma sono positive: si comincia finalmente a dare rapida applicazione al decreto Clini – Passera e a tal fine si stabilisce la data del 25 luglio per decidere nel merito delle alternative al passaggio delle grandi navi oltre le 40 mila tonnellate in Canale della Giudecca e in Bacino di San Marco. Sarebbe però gravissimo che le alternative da prendere in considerazione fossero solo le due proposte dal presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, e dal sindaco, Giorgio Orsoni, e non tutte quelle sul tappeto. Nel merito, le dichiarazioni rilasciate dai partecipanti all’incontro promosso dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sono ambigue, ma a leggere tra le righe – di più non possiamo fare non essendo stati invitati alla riunione – ci pare di dover propendere per l’interpretazione più pessimistica».

I No Navi ribadiscono il loro no allo scavo del canale Sant’Angelo-Contorta e pure, con diverse sfumature, anche all’ipotesi del Terminal a Marghera. E sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare Pd, Andrea Martella: «Il Governo ha mostrato – sottolinea – nei confronti di Venezia la consapevolezza di dover intervenire con urgenza e efficacia. Con gli impegni che oggi si è assunto ritengo sia stata imboccata la strada giusta. É emerso quell’approccio auspicato da tempo: l’estromissione delle grandi navi dal Bacino guardando alla salvaguardia ambientale e alla difesa degli interessi economici delle categorie».

 

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