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Gli ambulatori di Dolo saranno trasferiti a Mirano per le ferie del personale

Cgil,Cisl e Uil tuonano contro la decisione: «In cura ci sono almeno 130 pazienti»

MIRANO – Day-hospital oncologico chiuso per cinque settimane, causa ferie. Sindacati sul piede di guerra in Miranese e Riviera. Torna come ogni anno, puntale con i primi caldi, la polemica sulla chiusura estiva dei reparti ospedalieri dell’Ulss 13. Cgil, Cisl e Uil, comparto funzione pubblica, puntano il dito in particolare contro l’annunciata chiusura degli ambulatori di Oncologia di Dolo, con le attività che saranno trasferite a Mirano durante le prossime settimane.

«Contrarietà totale», affermano a una sola voce Marco Busato, Cgil-Fp, Simone Naletto, Cisl Fp e Francesco Menegazzi, Uil-FPl, «sia per la delicatezza dell’utenza che per il numero elevato di pazienti in cura, circa 130-150, a differenza degli anni scorsi quando i casi erano nettamente inferiori e il problema non si poneva, quantomeno in questi termini».

I sindacati si dicono preoccupati soprattutto per le conseguenze che la chiusura del servizio potrà avere per i pazienti e le loro famiglie.

«Utilizzare lo strumento della chiusura estiva per un servizio così delicato, giustificandolo con la necessità di garantire le ferie estive al personale, è poco opportuno e privo di logica», continuano i delegati, «L’attuale dotazione organica infermieristica complessiva tra l’altro, sarebbe comunque inadeguata perché palesemente insufficiente a garantire quel fabbisogno assistenziale che si verrebbe a determinare portando quei 130-150 pazienti di Dolo a Mirano».

Problemi dunque rischiano di verificarsi anche al nosocomio miranese. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono dunque ferma opposizione:

«Chiudere il servizio oncologico ambulatoriale di Dolo significa penalizzare oltremodo tutta la cittadinanza rivierasca e dimostra poca sensibilità nei confronti dei pazienti, acuendo così ulteriormente anche la sofferenza e il rammarico dei loro familiari e congiunti. Una decisione che cozza contro tutti i principi universali, deontologici e di salvaguardia della salute psicofisica in generale».

Una presa di posizione dura, in qualche modo inedita, perché non direttamente collegata ai temi del lavoro e che vede, nonostante ciò, unite tutte e tre le sigle sindacali.

«Ma l’attenzione del sindacato non è rivolta solo al rispetto dei diritti e doveri dei lavoratori», precisano Busato, Naletto e Menegazzi, «riguarda anche e soprattutto coloro che usufruiscono di quel bene pubblico, come lo è qualsiasi azienda sanitaria, che deve essere assolutamente rispettato e tutelato in ogni sua debolezza o criticità».

Filippo De Gaspari

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  1. 1 Comment

    • Lisa says:

      E’ una vergogna!! il day-hospital oncologico e’ un servizio fondamentale per i malati che purtroppo aumentano sempre di piu’ e che hanno bisogno di un punto di riferimento e di cure! Scelta miope e scandalosa!!

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