Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Inchiesta Mantovani, nuovo interrogatorio-fiume (il sesto) per Claudia Minutillo, l’ex amministratrice di Adria Infrastrutture, a lungo collaboratrice dell’ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. La donna ha parlato per ore venerdì pomeriggio, descrivendo il colossale giro di fatture false che ruotava intorno ai grandi appalti. Avrebbe fornito importanti rivelazioni. I verbali sono stati secretati.

MANTOVANI – L’ex segretaria di Galan parla ancora Minutillo, interrogatorio fiume: ecco dove finivano i fondi neri

Baita da venerdì si trova detenuto in casa a Mogliano

La confessione della donna da mesi al vaglio della Finanza

Nelle “casseforti” svizzere le prove di pagamenti e transiti di denaro

VENEZIA – L’ex segretaria di Galan ascoltata venerdì pomeriggio dopo la scarcerazione di Baita

Secretato anche il sesto interrogatorio, ricco di nomi e destinatari dei soldi “in nero” del sistema-Mantovani

Continua a parlare Claudia Minutillo, l’ex amministratrice di Adria Infrastrutture, coinvolta nell’inchiesta sulle false fatture milionarie che sarebbero state commissionate da Piergiorgio Baita, allora presidente della Mantovani spa di Padova, una delle principali imprese di costruzioni italiane.
La donna che per molti anni è stata tra le più strette collaboratrici del presidente della Regione, Giancarlo Galan, è stata ascoltata venerdì pomeriggio, dopo che a Baita erano stati concessi gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. Minutillo ha risposto per alcune ore alle domande dei sostituti procuratore veneziani, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, riempiendo decine di pagine di verbale, tutte secretate. Si tratta del sesto interrogatorio sostenuto da quando, nello scorso mese di marzo, quella che un tempo era una delle donne più potenti (e più temuta) della regione, ha deciso di vuotare il sacco raccontando quello che sa su quel giro vorticoso di false fatture e, soprattutto, sulla destinazione finale dei tanti milioni in “nero” che in quel modo si sarebbero resi disponibili.
Minutillo, a quanto pare, di cose ne sa parecchie: alcune in via diretta, altre perché gliele avrebbe riferite Baita. La sua confessione è già da mesi oggetto di approfondimenti e indagini supplementari alla ricerca di riscontri da parte della Guardia di Finanza, la quale sta lavorando a tutto spiano anche sulle dichiarazioni rese da un altro degli indagati arrestati lo scorso 28 febbraio, il padovano Nicolò Buson che, in qualità di direttore finanziario di Mantovani, conosce ogni movimento di denaro transitate da e per le casse della società di costruzioni. Compresi probabilmente i conti esteri – in particolare in Svizzera – di cui gli inquirenti hanno trovato traccia nel corso delle prime perquisizioni nella sede della Mantovani. Rapporti bancari sui quali il pm Ancilotto ha avviato una rogatoria con le autorità svizzere per scoprire chi operava su quei conti e quanto denaro vi sia transitato. Le “cassaforti” estere potrebbero essere utili anche per scoprire se vi siano stati pagamenti illeciti e a chi siano state eventualmente “girate” tali somme.
L’inchiesta, denominata “Aria nuova”, è partita con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale ma, chiusa la prima tranche, ora le indagini hanno preso un’altra strada, alla ricerca di possibili “mazzette” pagate al fine di ottenere appalti e consolidare la posizione aziendale. Ed è proprio su questo fronte che si preannuncia importante la collaborazione avviata da Baita, il quale ha già sostenuto due interrogatori e potrebbe presto incontrare nuovamente i magistrati per dettagliare meglio il suo racconto, che finora si sarebbe limitato ad un quadro generale di un mondo degli appalti nel quale il pagamento di somme illecite ad amministratori pubblici ed esponenti politici sarebbe una consuetudine.
Nel frattempo il filone delle false fatture sta andando a processo: nei confronti di Baita il pm Ancilotto ha chiesto il giudizio immediato, mentre Minutillo, Buson e il terzo indagato, William Ambrogio Colombelli, titolare della Bmc Broker di San Marino, stanno concordando il patteggiamento. Dopo aver iniziato a parlare con la Procura, tutti sono tornati in libertà.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui