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Tram in esercizio fino a Venezia, riqualificazione del centro di Mestre, copertura del “buco” del Lido e riqualificazione dell’area, Piano urbano della mobilità. Questi i tre punti sui quali l’amministrazione Orsoni è decisa più che mai a chiudere entro il 2014 o, al massimo a fine mandato. Per il resto, come la riqualificazione della zona Vaschette a Marghera o lo sviluppo di Forte Marghera si riuscirà ad impostare il lavoro ma non a portarlo a termine in senso operativo.
La giunta si è riunita in sessione straordinaria per quasi tutta la giornata di ieri al centro di formazione del Comune al Tronchetto e ha elaborato le strategie che la vedranno protagonista di qui al 2015, anno di fine mandato. Oltre agli assessori c’erano anche i presidenti delle sei municipalità, che il sindaco ha elogiato per l’impegno nonostante la mancanza di risorse.
«Purtroppo – ha osservato il sindaco – siamo obbligati in tempi di ristrettezze a fare economie di scala e quindi ad accentrare le competenze a scapito delle Municipalità, per le quali ho un grande apprezzamento e che saranno fondamentali una volta che si attuerà la città metropolitana».
Il tema della manutenzione urbana è uno dei più sensibili.
«Abbiamo buchi sia a Venezia che in terraferma – ha continuato Giorgio Orsoni – e abbiamo 4 milioni e mezzo in cassa destinati proprio a quello che a causa del patto di stabilità non possiamo spendere».
Orsoni ha chiesto all’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni di approfondire il problema anche in relazione alla mancanza di personale addetto alle manutenzioni (gli “stradini”): ce ne sono solo due al Lido e nel resto della città bisogna fare appalti per ogni intervento.
Sulle Grandi navi Orsoni è fiducioso: «

È stata fissata una data entro la quale si deciderà sulle alternative al transito a San Marco. Deciderà il Comitatone, sui progetti che il sindaco o al massimo il Magistrato alle Acque consegneremo. Non certo il Porto, che è un ente strumentale dello Stato. Se questo intende usare un suo strumento contro la città ce lo dovrà spiegare».

Il sindaco ha poi garantito di puntare sul tema della residenzialità a Venezia, partendo dall’ex caserma Manin e rilanciando l’offerta.
Su altri temi, invece, l’azione amministrativa sembra non avere i giusti stimoli per portare avanti un’azione decisa. Il moto ondoso in canal Grande è uno di questi. Dopo che la magistratura ha “bocciato” il sistema Argos, in canale tutti fanno ciò che vogliono: battelli Actv che sfrecciano anche a 16-17 chilometri orari, taxi strapieni a velocità sostenuta e in carovana, barche da trasporto di ogni tipo senza alcun controllo. E i controlli? Sulle famiglie, naturalmente.

Michele Fullin

 

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