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LA LAGUNA. L’ECONOMIA

I COSTI – Un piano da 130 milioni

L’INTERVENTO «Concilia riqualificazione morfologica, costi ed esigenze dei croceristi»

Il progetto del Porto per lo scavo del Contorta punta a ridurre i passaggi delle crociere a San Marco

IL PROGETTO DEL PORTO – Il piano dell’Autorità Portuale per far passare una sola volta in Bacino di San Marco le navi da crociera

Nero su bianco. Ecco il progetto Sant’Angelo-Contorta per far transitare le grandi navi in entrata nella Laguna veneta fino alla Marittima puntando a limitare, in uscita dal Porto, ad un solo passaggio in Bacino di San Marco tra Palazzo Ducale e San Giorgio. Il Magistrato alle Acque lo ha già valutato e consegnato all’Autorità portuale. E questa sarà la bozza che il presidente Paolo Costa porterà probabilmente all’attenzione dei ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture) e Andrea Orlando (Ambiente) il prossimo 25 luglio nella riunione romana propedeutica alla futura riunione del Comitatone che verrà fissata nell’incontro del mese prossimo. Per il momento il progetto avversato dagli ambientalisti e che sta facendo discutere la città è composto di quattro paginette nelle quali è indicato il progetto vero e proprio e gli obiettivi da raggiungere.
APPUNTAMENTO IN COMITATONE – «Questo piano – spiega una nota dell’Autorità portuale – non passa accanto a luoghi potenzialmente pericolosi. Al contempo la sua realizzazione permetterebbe anche la ricostruzione di un ambiente lagunare degradato e rappresenterebbe la migliore soluzione per far giungere le grandi navi passeggeri in Marittima». Parole che sicuramente susciteranno nuove polemiche, ma che – allo stato di fatto – rappresentano la proposta dell’Autorità portuale e quindi una delle “alternative” (l’altra è quella del Comune per un terminal a Marghera ndr) messe sul tavolo nella riunione al ministero tenutasi la settimana scorsa e alla quale hanno partecipato enti locali (Regione, Comune), istituzioni (Autorità portuale, Capitaneria e Guardia Costiera) e armatori (Clia Europe).
IL PROGETTO CONTORTA – «Lo studio di fattibilità – precisano le pagine di introduzione al progetto Contorta – prevede che dalla bocca di porto di Malamocco si percorra il canale Malamocco-Marghera per 12 chilometri. Dopo aver compiuto questo tratto le grandi navi proseguirebbero per il Sant’Angelo-Contorta. I lavori di ricalibratura in larghezza e in profondità riguarderebbero un tratto di circa 4 chilometri e 800 metri (4800 metri) con la realizzazione di una cunetta larga 120 metri e una profondità di 10 metri che verrebbe raggiunta gradualmente». Dettagli fondamentali per capire il tipo di opera che si vorrebbe realizzare.
130 MILIONI – Ma di più. Il progetto si divide in due settori: i costi compresi quello dello scavo del canale; e in seconda istanza, le opere per la ricostruzione dell’ambiente lagunare dopo lo scavo del Sant’Angelo-Contorta. Secondo l’Autorità portuale e il Magistrato alle Acque i costi di quest’opera si aggirerebbero sui 130 milioni di euro così suddivisi: 60 per le opere di scavo del tratto lagunare. Altri settanta milioni, invece, andrebbero per la realizzazione di velme e barene puntando alla ricostruzione morfologica della laguna, anche per quel che riguarda l’area lungo il Canale dei Petroli. «I materiali di scavo – chiarisce l’Autorità portuale – sono stati stimati in 8.3 milioni di metri cubi, in gran parte di “fanghi puliti” e che potranno essere riutilizzati per la ricostruzione morfologica. I sedimenti potranno essere utilizzati proficuamente per la realizzazione di una serie di velme in fregio al canale Sant’Angelo per proteggere i bassi fondali a lato della corsia d’acqua».
NESSUNA INTERFERENZA – Un progetto a tutto tondo, quindi. Nelle note al piano inoltre Autorità Portuale e Magistrato alle Acque (che ricordiamo si trova in una sorta di “sede vacante” per il recente pensionamento del presidente Ciriaco D’Alessio e che non è ancora stato sostituito), si chiariscono fino in fondo le motivazioni dell’intervento: «Il Sant’Angelo-Contorta – si dice – limita le interferenze con i canali di accesso al Porto commerciale non creando congestione navale; permetterebbe di unire un progetto di riqualificazione ambientale dell’area; non metterà a rischio la sicurezza dei crocieristi. Traffico commerciale e traffico passeggeri condividerebbero solo una prima tratta divergendo all’altezza di Fusina in modo da raggiungere la Marittima evitando di far transitare le navi da crociera davanti al Porto industriale e commerciale con una produzione di ritardi a dir poco intollerabile».

 

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