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Gazzettino – Marghera. Il Consiglio regionale boccia Alles

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

giu

2013

Stop allo sviluppo dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali Alles di Marghera. Il Consiglio regionale, all’unanimità, ha votato una mozione che impegna la Giunta Zaia a sospendere il giudizio di compatibilità ambientale dell’impianto.

RIFIUTI A MARGHERA – Il Consiglio regionale all’unanimità stoppa il progetto di Alles

Palazzo Ferro Fini vota unanime una mozione che chiede a Zaia di rivedere il progetto per il trattamento dei rifiuti

«Sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e le autorizzazioni recentemente rilasciate»

Il Consiglio regionale blocca il progetto presentato da Alles di revamping dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi. La mozione è stata votata da tutti i consiglieri regionali presenti: 42 su 42. E tra coloro che hanno consentito al Consigliere regionale Pietrangelo Pettenò di fare cappotto e vincere su tutto il fronte, ci sono anche Tiozzo, Valdegamberi, Foggiato, Bond, Tesserin e Bortolussi, che hanno co-firmato la mozione con Pettenò, uno schieramento che comprende praticamente tutti.
E l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte dunque si porta a casa una sonora bocciatura dal momento che la votazione del Consiglio regionale dice chiaramente che la Giunta di Zaia deve “sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e le autorizzazioni rilasciate con la recente deliberazione, definendo con il Comune di Venezia e la Provincia di Venezia soluzioni diverse, impedendo così che Marghera diventi la “pattumiera” d’Italia.”
Difficile per la Giunta regionale continuare su una strada che è stata bocciata da tutti. Alles Spa, una società del Gruppo Mantovani, ha presentato un progetto che prevede di trattare da un minimo di 180 mila fino a un massimo di 230 mila tonnellate all’anno di rifiuti.
Ma il problema vero, secondo l’assessore all’Ambiente del Comune, Gianfranco Bettin, era l’enorme aumento del tipo di rifiuti: dagli attuali 20 a 70 tipi, molti dei quali definiti pericolosi, mentre oggi sono solo 7. Bettin aveva parlato di

«inaccettabile prepotenza da parte della Regione, una vera e propria violazione di sovranità operata unilateralmente».

Tant’è che il Comune aveva subito pensato di presentare ricorso contro la Regione. Adesso arriva la bocciatura da parte del Consiglio regionale.

 

LE REAZIONI – Da Bettin a Laroni: «Adesso devono ascoltarci»

Raffica di reazioni dopo l’approvazione della mozione di Pietrangelo Pettenò che boccia il revamping della Alles a Porto Marghera. L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin:

«La presa di posizione del consiglio regionale, unanime e quindi tanto più autorevole, dev’essere ascoltata dalla giunta Zaia. In ogni caso, il Comune di Venezia depositerà venerdì il ricorso contro il provvedimento avanti al Tar del Veneto».

Il consigliere regionale Nereo Laroni del Pdl:

«Marghera deve diventare lo specchio di Venezia e non la pattumiera d’Italia. Con il voto di oggi si deve aprire una nuova fase di rilancio sostenibile. Servono scelte coerenti e coraggiose».

Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori:

«Il presidente Zaia, che si riempie la bocca con la difesa del territorio, veda di fare qualcosa di quello che gli ha indicato il Consiglio oggi. Non lasciamo che Alles trasformi Marghera nella pattumiera d’Italia.»

Anche per il Consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo,

«la Giunta dovrà riconsiderare il progetto di revamping dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi, sito nel Comune di Venezia presentato da Alles».

Secondo il presidente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso, la mozione approvata dal Consiglio regionale,

«è il frutto della mobilitazione di tanti, che ha visto anche la Municipalità di Marghera in prima linea per difendere soprattutto l’idea di una nuova Porto Marghera, non più legata a produzioni e attività che nei decenni passati ne hanno compromesso gravemente l’ambiente e la salute. Se prevalesse l’idea di Marghera come enorme sito di trattamento, stoccaggio e incenerimento di rifiuti provenienti “dal mercato” farebbe tornare indietro di decenni la storia industriale di questo territorio, oltrechè pregiudicare gravemente le prospettive di nuova occupazione e nuove attività industriali che invece sono possibili.»

 

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