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Gazzettino – Venezia. Costa, prova di forza sulle crociere

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

giu

2013

VENEZIACrociere, Costa detta la rotta «Niente passaggi a San Marco»

ECONOMIA & LAGUNA Audizione in commissione: «Tram e garage senza la Marittima non hanno senso»

Il presidente del Porto: «Contorta a doppio senso, via le navi dal Bacino»

LE OPZIONI IN CAMPO  «È Vtp che vuole il senso unico con passaggio a San Marco»

Autorità portuale e Vtp divise sull’attraversamento del Bacino di San Marco. Mentre il Comitato Cruise Venice continua a parlare di attraversamenti dimezzati, il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa sostiene che le navi, una volta scavato il canale Contorta, non passeranno più davanti a San Marco.
«Non è una sorpresa – ha detto ieri Costa in commissione Trasporti del Comune – io lo ho sempre detto. Semmai è la Vtp che vuole il senso unico».
Alla riunione erano presenti, oltre ai consiglieri comunali, anche rappresentanti del comitato No grandi navi che al termine hanno avvicinato Costa chiedendogli conto di certe affermazioni. Ne è uscita una discussione abbastanza animata con Cristiano Gasparetto di Italia Nostra.
In disparte, invece, il sindaco Giorgio Orsoni, arrivato in aula con gli occhiali scuri a causa di un colpo d’aria. I consiglieri si aspettavano qualche anticipazione sul progetto alternativo di terminal a Marghera che lui vorrebbe presentare in Comitatone, ma non ha detto praticamente nulla: «Il sindaco – ha detto – non ha alcun progetto da presentare. Quando avremo finito le audizioni prenderemo una decisione insieme».
Parole che hanno lasciato una certa delusione tra i consiglieri e dello stesso presidente di commissione, i quali si attendevano qualcosa di più.
Costa, invece, non è andato per il sottile e anche se lo ha negato esplicitamente, non ha esitato a mostrare i muscoli.
«Tutte le comparazioni che abbiamo fatto – ha detto Costa – hanno evidenziato che solo la Marittima ha la massima accessibilità per passeggeri, forniture e per le navi. Il Piano regolatore portuale prevede le crociere in Marittima e il Pat del Comune esprime i “desiderata” della città, che si possono realizzare solo dopo un’intesa con il Porto. Non considerate per favore come acquisite le affermazioni del Pat. Un’intesa attualmente non c’è, dal momento che le nostre osservazioni sono state respinte».
Poi ha calcato la mano anche sui progetti concordati.
«Il tracciato del tram a San Basilio e il garage in Marittima il Porto li fa perché queste opere sono anche al servizio della Marittima. Inutile farle, se non c’è convenienza».
Costa ha poi elencato le condizioni che il Porto intende rispettare per applicare il Clini-Passera: togliere dal bacino tutte le navi oltre le 40mila tonnellate, tutelare la Marittima e il suo ruolo di home port crocieristico, non compromettere l’attività del porto industriale e commerciale di Marghera e con lo scavo del nuovo canale perseguire il riequilibrio morfologico della laguna sud.
«Per il Contorta-Sant’Angelo – ha ribadito Costa – abbiamo chiesto un finanziamento pari al doppio rispetto allo scavo perché vorrei ricostruire le barene a protezione del canale e della laguna».
Quando dall’auditorio i segnali erano di critica, Costa ha perso la pazienza e si è sfogato: «Perché cerchiamo di creare disoccupazione in questo momento? Gli utili dalle crociere consentono al porto commerciale di applicare tariffe concorrenziali e di crescere nel traffico. Se le crociere vengono meno, un po’ alla volta salterà anche il resto del porto che ha 7.299 operatori indiretti e un volume di 25 milioni di merci l’anno. Se volete questo, continuate così, perché gli annunci stanno creando insicurezza negli operatori e le navi che abbiamo portato qui con fatica fuggiranno in un baleno. A luglio – ha concluso con un annuncio – arriverà per la prima volta una portacontainer da 6500 teu da Shangai. È il risultato dei canali portati alla profondità massima».
Per la cronaca, si parla delle portacontainer più grandi al mondo.

Michele Fullin

Le reazioni dei politici

Silenzio di Pd e Pdl. Caccia: «Affermazioni non dimostrate»

Le affermazioni di Costa hanno lasciato piuttosto perplessi i consiglieri comunali.
Renzo Scarpa (Gruppo Misto) ha chiesto lumi sulla profondità del canale:

«Il presidente deve dirci la verità, perché non è possibile per navi di oltre 300 metri girarsi per entrare e uscire dal canale Contorta senza intervenire anche sul canale della Giudecca e sul canale dei Petroli. E poi, ma quale recupero delle barene? Lì non ci sono mai state».

Gianluigi Placella (M5S) ha ricordato come il Piano regolatore portuale sia del 1904, unico caso in Italia e ha evidenziato un’interrogazione parlamentare del Movimento tesa a garantire la soluzione al problema della non applicazione del decreto Clini – Passera e l’analisi di una pluralità di soluzioni in sede di Comitatone.
Curioso il silenzio degli esponenti del Pd e anche di quelli del centrodestra, che hanno ascoltato senza chiedere nulla.
Caccia (In Comune) ha bollato il discorso di Costa come un “comiziaccio”:

«Chiacchiere demagogiche, senza un solo dato vero sul progetto Contorta – Sant’Angelo e con affermazioni non dimostrate sulle conseguenze che avrebbe l’economia della città in caso di trasferimento della crocieristica».

I rappresentanti del Comitato No grandi navi, dopo l’audizione di Costa lo hanno invece paragonato ai “padroni” dell’Ilva di Taranto. Molto critici anche sulla “ricostruzione” delle velme:

«Sta semplicemente cercando di contrabbandare l’arginatura artificiale di un canale, oltretutto vietata dalla legge, per attenuarne gli effetti devastanti sui fondali vicini». I “No navi” ne hanno anche per il sindaco: «Non ha proferito verbo, dunque non ha un progetto».

(m.f.)

LA PROPOSTA – Somers Cocks (Ex Venice in Peril)

Trenta euro per entrare in città. L’idea del ticket arriva da Londra

Dopo aver sollevato a livello internazionale il caso delle “Grandi Navi” con un articolo sulla prestigiosa New York Review of books, Anna Somers Cocks, già direttrice della fondazione londinese Venice in Peril Fund, ha deciso di lanciare un’altra proposta: dalle pagine del Times di Londra, l’ex direttrice del comitato inglese per Venezia lancia la proposta di una “tariffa congestione” di 30 euro per entrare a Venezia. Insomma, un ritorno – sotto mentite spoglie del ticket di ingresso nella Serenissima che tanto appassiona il mondo anglosassone. E così, nei giorni scorsi, la Somers Cocks ha rilanciato la proposta: «I turisti – sottolinea – dovrebbero essere obbligati ad un acquistare un biglietto per visitare la “città dei canali” – sottolinea al giornale inglese – e per questo propongo un ticket di 30 euro». Come si ricorderà, solo pochi giorni, sulle colonne del New York Review of books, poi ripresa da alcuni quotidiani italiani, Somers Cocks aveva denunciato il sistema delle “grandi navi” che attraversano il Bacino di San Marco appellandosi all’opinione pubblica internazionale e anche al governo italiano affinché ci sia l’occasione per impedire ai “condomini del mare” di transitare nel centro storico lungo il Canale della Giudecca.

 

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