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Presidio simultaneo del Pd con i sindaci davanti ai tre ospedali: quota pro capite più bassa del Veneto

Presidio simultaneo del Partito democratico agli ingressi dei tre ospedali dell’Asl 13. Il Pd ha manifestato oltre due ore ieri mattina per chiedere alla Regione un’offerta socio-sanitaria che non sia al ribasso per Miranese e Riviera, puntando il dito contro il sottofinanziamento cronico dell’Asl 13: 1.500 euro pro capite contro una media regionale di 1.640 euro. In campo i sindaci democratici del Miranese, da Maria Rosa Pavanello, Silvano Checchin, Alessandro Quaresimin.

«La nuove schede ospedaliere confermano le nostre preoccupazioni», spiega il responsabile sanità del Pd provinciale Gabriele Scaramuzza, «scelte come la presunta divisione di competenze tra polo medico e polo chirurgico indeboliscono la possibilità di mantenere adeguati i livelli di assistenza e non si capisce perché abbassare ancor più la dotazione di posti letto, già tra le più basse in Veneto».

Per Pavanello:

«Si tratta di scelte economiche: Mirano diventa polo chirurgico perché ha le sale operatorie già a norma. Ma la linea della Conferenza dei sindaci è diversa: Mirano e Dolo dovevano restare completi nelle loro tipologie, mai voluto far prevalere una vocazione sull’altra».

«Sono disparità da eliminare soprattutto visti i livelli di eccellenza di quest’Asl»,

rilevano Giuseppe Rodighiero e Leandro Favaro del Pd salese.

«La nostra è una posizione di equità di risorse», rileva Bruno Pigozzo, «vogliamo allineare i livelli di finanziamento alla media regionale per mettere a norme le strutture».

Al Pd risponde a distanza il dg dell’Asl Gino Gumirato:

«Vero che la nostra quota pro capite è tra le più basse in Veneto, ma dobbiamo considerare la vicinanza di aziende come Mestre, Padova, Treviso, che costituiscono una rete forte e generano mobilità passiva. Insomma, non viviamo in una Patagonia sanitaria».

«Nel giorno dell’inaugurazione della nuova casa di riposo, il presidente della Regione Luca Zaia aveva parlato dell’ospedale di comunità da inserire a Noale. Ci auguriamo che ora seguano i fatti».

È il parere del capogruppo di Uniti per rinnovare di Noale Patrizia Andreotti,

«si deve continuare a mantenere riabilitazione e fisioterapia, lungodegenza e le attività specialistiche, oltre a medicina dello sport, la sede all’Unità territoriale di assistenza primaria (Utap), un hospice per i malati terminali».

(f.d.g.-a.rag.)

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Mirano polo chirurgico dove brilla Cardiologia

Asl 13. Vocazione medica per Dolo, per Noale l’ipotesi di centro riabilitativo

Gino Gumirato: «Eliminati i doppioni, incomprensibili le polemiche sulle sedi»

«Potenziare la medicina territoriale, aumentando i posti letto in strutture intermedie e rafforzando le forme di integrazione tra l’assistenza domiciliare, il nucleo cure palliative, i centri specialistici, l’ospedale di comunità e le strutture residenziali».

Per Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13, le schede di dotazione ospedaliera-territoriale portano in dote a Miranese e Riviera un nuovo modello di diffusione delle cure sul territorio. Lo ha spiegato a Mirano, insieme con il direttore sanitario Alessandro Fabbri e il direttore amministrativo Patrizia Mangione. Mirano. Vocazione prevalentemente chirurgica per il De Carlo, con Cardiologia ed Emodinamica interventistica che figureranno come centro di riferimento anche per l’Asl 14 di Chioggia. L’ospedale vedrà aumentare i letti per acuti, 36 in più e manterrà servizi territoriali come Pronto soccorso, Radiologia, Laboratorio analisi, visite polispecialistiche e Direzione medica. Perderà, destinazione Dolo, Neurologia, Oncologia e Medicina, che però manterrà un presidio in città. Dolo. Stessi servizi anche a Dolo, nuovo polo a vocazione medica, con Chirurgia solo di giorno, multidisciplinare e Ginecologia, con l’istituzione di 25 posti letto. Perderà, gradualmente, Chirurgia generale, Ortopedia e Urologia, destinati a Mirano, mantenendo però un servizio medico cardiologico. Noale. Sarà un ospedale a vocazione territoriale. Possibile il suo utilizzo riabilitativo. Tutta da decidere invece la dislocazione dei 40 posti letto previsti.

«È un dibattito aperto», ammette Gumirato, «sia il vecchio ospedale che la nuova casa di riposo sono strutture all’avanguardia: distano appena 500 metri, non credo cambi molto per i noalesi».

Apicalità. Nel nuovo assetto sono previsti tre primariati in meno: Otorino, già dismessa a Dolo da alcuni anni, Chirurgia generale, presente in entrambi i nosocomi e destinata solamente a Mirano in virtù della nuova vocazione e soprattutto dell’area Materno-infantile: sarà unica in ambito dipartimentale, con posti letto sia a Mirano che a Dolo, ma con un unico primario e un’unità semplice dipartimentale per il day-surgery ginecologico. Progressivamente il punto nascite diventerà unico a Mirano, per la necessità di essere in rete con l’area chirurgica (Terapia intensiva e Chirurgia). Posti letto. Complessivamente l’Asl 13 guadagna dalla riorganizzazione 69 posti letto, ma ne perde 42 per acuti. Ne arriveranno 111 per il territorio, da dividersi tra ospedali di comunità e altre strutture, case di riposo incluse.

«Incomprensibili certe polemiche sulla specializzazione dei due ospedali di Dolo e Mirano», conclude Gumirato, «motivo della riorganizzazione è aumentare le competenze e i casi d’équipe. Mantenere due prestazioni identiche in entrambe le sedi, invece, non è un servizio ai cittadini».

Filippo De Gaspari

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