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IL CASO – Per il senatore lo scandalo Mantovani ha causato il blocco di tutti i cantieri

L’ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, non ha alcun dubbio: «Il Veneto è debitore verso imprenditori come Piergiorgio Baita. È un uomo di grande spessore professionale, una spanna sopra gli altri dal punto di vista tecnico e manageriale». Galan non ha cambiato il suo pensiero sull’ex presidente del colosso delle costruzioni Mantovani, ora agli arresti domiciliari nella sua casa di Mogliano, accusato di un falso giro di fatturazioni milionarie. La Mantovani per anni è divenuta una sorta di asso pigliatutto nelle commesse pubbliche regionali, ma ciò è avvenuto, afferma Galan, sicuramente per meriti. Adesso lo scandalo della Mantovani secondo il senatore ha causato la chiusura di tutti i cantieri.

IL CASO – L’ex governatore difende il manager amico accusato di una maxi evasione fiscale

“Il Veneto è debitore verso Baita”

Galan: «La Mantovani vinceva gli appalti per meriti. Adesso tutti i cantieri sono chiusi»

L’ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, eletto in Parlamento ora a capo della VII Commissione cultura scienze e ricerche, non ha alcun dubbio:

«Il Veneto è debitore verso imprenditori come Piergiorgio Baita. È un uomo di grande spessore professionale, una spanna sopra gli altri dal punto di vista tecnico e manageriale».

Galan non ha cambiato il suo pensiero sull’ex presidente del colosso delle costruzioni venete Mantovani, ora agli arresti domiciliari nella sua casa di Mogliano, accusato di un falso giro di fatturazioni milionarie. La Mantovani per anni è divenuta una sorta di asso pigliatutto nelle commesse pubbliche regionali, ma ciò è avvenuto, secondo l’ex governatore, sicuramente per meriti.

«La Magistratura stabilirà la verità con le indagini – spiega Galan – ma se ogni tanto nella basilica di San Marco qualcuno ruba nella cassetta delle elemosine, cosa facciamo? Chiudiamo la basilica?».

Perché quello che è avvenuto dopo lo scandalo della Mantovani, secondo il senatore, è proprio la chiusura di tutti i cantieri.

«Non ci sono più cantieri aperti e molte aziende chiudono – afferma ancora Galan – Quando ero governatore del Veneto con la Mantovani ho fatto il Passante in quattro anni e l’ospedale di Mestre in tre anni con il tanto deprecato project financing. Oggi il periodo del fare è passato: meno si fa e meglio è, non ci sono pericoli. Se ci fossi ancora io a capo della Regione ci sarebbero tre ospedali e una strada in costruzione con almeno mille dipendenti che lavorano».

All’ex presidente stanno strette molte cose, come il palais Lumiére («una fregnaccia che non si farà mai»), le resistenze a Veneto city, l’imposizione continua di tasse ai cittadini e la mancanza di tutela degli stessi da parte della politica.

«Ho giurato di non votare nessuna nuova tassa, neppure se pongono la fiducia – conclude Galan – e sto preparando un disegno di legge che chiamerò “Diritto a costruire” perché qui in Italia si rischia di morire di “troppa democrazia”: dobbiamo ribaltare i procedimenti per ottenere le autorizzazioni al fare, consentendo alle persone di aprire le liberamente le attività, con controllo che tutto sia in regola a posteriori».

Galan ieri è intervenuto a Murano alla festa per quarant’anni di attività della vetreria Nuova Venier della famiglia Laggia, e alla presentazione dell’adesione della fabbrica al sistema Sigillo informatico, sistema tecnologico che permette di certificare l’origine delle produzioni di eccellenza e combattere così frodi e contraffazioni del vetro di Murano.

Daniela Ghio

 

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