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LA LAGUNA – L’ECONOMIA

Confindustria alle prese con la proposta del suo ex presidente «L’arrivo in Marittima lungo il canale di Malamocco»

Brugnaro: «Le navi facciamole transitare a sud delle Tresse»

«Credo che la cosa più importante sia trovare una soluzione realistica. E che essa sia una sorta di “compromesso utile” per la città. É con questo spirito che mi sono permesso di indicare una “nuova via” per risolvere la questione del traffico delle grandi navi in Bacino». Luigi Brugnaro, già presidente di Confindustria Venezia, pone sul tavolo anche il “suo” piano alternativo per il passaggio delle navi crociera nella Laguna di Venezia.
Così come l’idea dell’ex viceministro Cesare De Piccoli “sposta” tutto alla bocca di porto del Lido e di fronte all’ipotesi Sant’Angelo-Contorta ipotizzata dall’Autorità portuale, il “piano Brugnaro” torna nel cuore della laguna veneziana. E in questo senso propone una sorta di modifica degli accessi nel bacino della Serenissima puntando all’uso del canale di Malamocco che costeggia la zona industriale “deviando” poi per il canale sud delle Tresse, all’altezza di quello che viene indicato come il “bacino di evoluzione 3″ proseguendo poi lungo il Canale Vittorio Emanuele (o dei Petroli) per giungere così da nord, alla stazione Marittima, salvaguardando così la “testa di ponte” veneziana ed evitando, almeno un transito su due, davanti a Piazza San Marco. «Credo che proprio su quest’ultimo punto – chiarisce Brugnaro – siamo tutti d’accordo. Basta navi crociera in Bacino. Con il piano che propongo, penso che si possano aprire nuove prospettive di dialogo su questa delicata questione. Credo altresì che vi sarebbe un basso impatto ambientale, anche per quel che riguarda lo scavo dei fanghi, visto e considerato che si tratta di canali già in uso alla navigazione mercantile. E soprattutto non andiamo a scavare nuovi canali come la proposta Contorta. Mi sembra un progetto realistico, realizzabile quanto prima. Una volta fatto il canale di Malamocco, basterà fare una piccola “s” per dirigersi verso il canale Vittorio Emanuele e poi raggiungere Venezia. Mi auguro, invece, che alla riunione al ministero prevista per il 25 luglio, si affronti la questione con buonsenso».
Ma come per il piano De Piccoli, anche per l’ipotesi Brugnaro occorrerà che qualcuno (enti locale, associazione di categoria) se ne faccia carico e che soprattutto lo faccia sua. E quindi ci sarà da capire nell’arco di questo mese, se Confindustria Venezia si prenderà cura del piano del suo ex presidente o se altri soggetti se ne faranno carico per giungere così tra le “proposte” al tavolo dei ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, in attesa della convocazione del Comitatone. Ma sul “piano Tresse” va però sottolineato il parere non proprio favorevole espresso già in sede di Piano Operativo Triennale (Pot) 2013-2015 (non approvato però dal Comune ndr) dell’Autorità portuale dove vengono sottolineati alcuni “problemi” come quelli legati al bacino di evoluzione 3. Il Pot esprime un giudizio critico sulla presenza di “commistione fra traffico commerciale e crocieristico” e soprattutto “sugli spazi ristretti per una curva di oltre 90 gradi per effettuare un’evoluzione che – si dice nel documento – renderebbe necessario il completo arresto della nave e l’utilizzo di rimorchiatori generando l’arresto del convoglio in ingresso per ciascuna nave tanto da produrre ritardi a catena e ripercussioni sul traffico Malamocco-Marghera”.
Insomma, un giudizio del quale non si potrà non tener conto. In ogni modo l’idea c’è. Ora bisognerà che qualcuno, al di là della generosità dell’ex presidente di Confindustria, intenda farsene carico e avere così l’opportunità di ottenere il passaporto per Roma. Si vedrà.

 

Il Pd auspica la soluzione più morbida «Via le navi senza mandare in crisi un settore»

La decisione di fissare un vertice tecnico a Roma sulle alternative al passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco è vista di buon occhio dal Partito democratico. Lo affermano il segretario provinciale Michele Mognato ora parlamentare, e il segretario comunale Claudio Borghello in una nota congiunta nella quale si ribadiscono anche le posizioni già note, come quella per cui le grandi navi da crociera non debbano transitare in Bacino San Marco. Posizione poi recepita in sede di approvazione del Pat, anche dal Consiglio comunale dopo la grande pressione esercitata dai comitati.
«Nella recente riunione – dicono Mognato e Borghello – tra le istituzioni locali, il governo ed i soggetti interessati è stato deciso di presentare i progetti anche alternativi tra loro entro il 25 luglio. Auspicavamo si giungesse a tale decisione, che permette di passare al necessario confronto tecnico approfondito, conoscendo le soluzioni possibili. Per questo accompagniamo con interesse il lavoro aperto dalle competenti commissioni consiliari in Comune a Venezia».
I primi appuntamenti, coordinati dal presidente della commissione Trasporti, Luigi Giordani, hanno visto la presenza di Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale e di Cesare De Piccoli, ex viceministro e proponente della banchina portuale tra le dighe del Lido e Punta Sabbioni. «Ci vuole sapienza tecnica e intelligenza politica – concludono – per trovare la giusta soluzione salvaguardando la città e l’ambiente lagunare senza offrire in regalo a qualche altra realtà portuale questo tipo di traffici marittimi.
Togliere le navi dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca e non mettere in crisi un settore importante dell’economia della nostra città è un obiettivo che vogliamo raggiungere».

 

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