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Nuova Venezia – Galan: “Baita e’ un grande manager”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

giu

2013

 

(Il Senatore Giancarlo Galan definisce “coglione” e “cretino”chi si oppone alla cementificazione e alla devastazione del Veneto. Inoltre si continua a ripetere come un disco rotto la storiella dei capannoni.   1. I capannoni non provocherebbero l’impatto dei 70.000 veicoli stimati per Veneto City che necessita di un nuovo casello autostradale e di tutte le altre opere previste.    2. Con tutti i capannoni sfitti nessuno si sognerebbe di fare altre capannoni. L’area è edificabile da più di 10 anni e nessuno ha costruito capannoni.     3. Ci sono sentenze di Consiglio di Stato che confermano che i diritti edificatori non esistono. E quindi possibile cambiare la destinazione d’uso di quell’area.

 

E poi aggiunge: «Il Veneto dovrebbe sentirsi debitore, l’inchiesta è solo un incidente di percorso»

VENEZIA

«Il Veneto dovrebbe sentirsi debitore dell’intelligenza di un imprenditore come Baita che io stimo tantissimo».

Ieri, in occasione dei festeggiamenti per i 40 anni della Fornace Venier di Murano, Giancarlo Galan ha difeso a spada tratta l’imprenditore Piergiorgio Baita, minimizzando gli arresti dello scorso febbraio.

«Quello che è successo? Se un giorno si scoprisse che qualcuno ha rubato da una cassetta nella Basilica di San Marco che cosa si fa? Si chiude la Basilica?».

Insomma, a sentire l’ex presidente della Regione Veneto l’operato di Baita è davvero grande mentre l’inchiesta della magistratura è solo un incidente di percorso. Galan ha, annunciato che molto presto proporrà un ddl che in origine voleva chiamare «Proprietà e Libertà». In seguito, dopo che qualcuno gli ha fatto notare che era un titolo troppo raffinato, ha optato per intitolarlo «Diritto a Costruire». È la parola «fare» al centro di ogni suo discorso, alludendo che il suo fare si discosta molto dal decreto in corso proposto da Letta:

«Se mi trovassi come un tempo nella condizione di poter fare davvero ci sarebbero 3 ospedali costruiti, una superstrada e 3000 dipendenti al lavoro. E se c’è qualche coglione in giro che parla male del project financing io sono pronto ad affrontarlo. Per fortuna c’è qualche privato che fa, nonostante il sistema che è caratterizzato da una lentezza che non aiuta nessuno. Qui lo prometto, sarò anche 1 su 630, ma non voterò mai nessun provvedimento che preveda una tassa in più per il nostro Paese».

A Galan della fiducia

«non gliene frega niente perché prima della fiducia vengono gli italiani e lo Stato deve prima mettere le mani nella sue tasche e poi in quelle dei cittadini».

Tornando alla sua proposta , si tratterebbe di una legge che inverte il procedimento attuale sulla possibilità del fare, eliminando tutte quelle leggi che sono un ostacolo perché «un popolo libero si vede dalla libertà che ha nel poter fare». Il Veneto ha il corpus iuris più scarno tra le Regioni, ma per Galan sono ancora troppe. In sintesi Galan afferma secco:

«Quando c’è un problema l’uomo comune pensa di fare una legge per risolverlo, io invece la legge la tolgo. Se uno vuole aprire un ristorante non deve aspettare 17 anni, ma deve poterlo fare subito e poi, se non va bene, si chiude».

È vero che si cementifica, ma il problema è che è stato fatto male.

«Chi si oppone a Veneto City è un cretino perché tutti sanno che senza quel progetto ci sarebbero solo capannoni, come purtroppo ci sono in alcune parti del Veneto con oscene proliferazioni industriali. Questo avviene dove non c’è stato un piano urbanistico, come i capannoni della Coldiretti».

Nessuna remora sul Palais Lumiere:

«Con buona pace di chi ha gli orgasmi a immaginare che quella costruzione non si farà mai, primo perché c’è fango e poi chi lo paga?».

Alla fine ammette di rimpiangere il tempo in cui era presidente della Regione e, a quanto si intuisce. Lui sì sapeva cosa fare con il project financing.

Vera Mantengoli

 

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