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In vendita 11 ettari con banchina, i lavoratori ricollocati a Fusina

Enel ha deciso di chiudere definitivamente la vecchia centrale termoeletrica “G. Volpi” di Marghera e vendere sul mercato immobiliare l’area di circa 11ettari che si libererà. Enel giustifica la decisione di chiudere la centrale di Marghera e di tenere attiva solo la centrale più moderna (in grado di utilizzare anche combustibile da rifiuti, il cdr) “Andrea Palladio”di Fusina con la «forte contrazione» della domanda di energia elettrica e vapore scesa ai livelli di 10 anni fa; il «predominante ruolo assunto dalle fonti energetiche rinnovabili» incentivate con il conto energia e la «sovracapacità del parco elettrico installato» hanno limitato il funzionamento della centrale di Marghera a poche decine di ore negli ultimi anni. «L’impossibilità di giocare un ruolo competitivo nella Borsa elettrica italiana», spiega Enel in una nota stampa, «rende inevitabile l’individuazione di una nuova destinazione per lo storico impianto veneziano». L’area della centrale in chiusura si estende su un terreno di circa 11 ettari dotato di banchina demaniale su uno dei principali canali navigabili dell’area portuale e secondo Enel «ha una spiccata vocazione per la logistica e/o per attività di lavorazione merci, che traggono vantaggio dal doppio accesso terra/mare». La cessione dell’area avverrà con una procedura competitiva tra tutti coloro che, entro l’1 luglio 2013, avranno manifestato il proprio interesse all’advisor incaricato da Enel, secondo le indicazioni riportate sul sito internet www.dismissioneimmobili.it, dove è anche disponibile la scheda sintetica contenente le informazioni sul complesso immobiliare. Per quanto riguarda i lavoratori occupati nella centrale che verrà smantellata, Enel precisa che «già oggi la maggior parte dei dipendenti è impiegata nella centrale termoelettrica di Fusina e nei prossimi mesi sarà completata l’integrazione in organico di tutta la forza lavoro». (g.fav.)

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