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I 2200 passeggeri sono arrivati al porto commerciale di Marghera all’una di notte, poi sono stati trasferiti agli aeroporti di Tessera e Bologna dove li attendevano gli aerei per Madrid e Barcellona

VENEZIA. L’odissea per le oltre 2200 persone della nave Zenith è terminata poco prima dell’una di martedì notte, quando la nave ha attraccato alla banchina “Liguria” del “molo A” al porto commerciale di Marghera. Odissea iniziata quasi 24 ore prima, quando un incendio ha messo fuori uso i motori dell’imbarcazione a 16 miglia a largo di Chioggia. Successivamente allo sbarco è iniziata l’operazione rimpatrio dei turisti, avvenuta grazie a una trentina di pullman che hanno trasportato i crocieristi all’aeroporto di Tessera e in quello di Bologna. E in successione sono partiti sei voli con destinazione Madrid e Barcellona. All’alba di ieri l’emergenza Zenith era finita.

Ad attendere sul molo i crocieristi, in gran parte spagnoli, c’era il prefetto Domenico Cuttaia che ha voluto accertarsi di persona che fosse prestata la massima assistenza a queste persone rimaste su una nave senza servizi dalle 4 della notte precedente. Persone stanche e ancora cariche di tensione per essere state svegliate nel cuore della notte, fatte vestire in fretta e portate nei punti di raccolta in vista di una possibile evacuazione. Qualcuno appena sceso si è lamentato ad alta voce per accusando di non essere stato assistito adeguatamente durante la giornata. Del resto la nave era rimasta senza energia elettrica e quindi non era possibile garantire la maggioranza dei servizi. Le lamentele erano comprensibili, considerate le tante ore di tensione vissute dai crocieristi. Ma la situazione non è mai degenerata.

Sotto il coordinamento della sala operativa della Capitaneria di porto e trainata da quattro rimorchiatori della Panfido, quando mancano 20 minuti all’una la motonave Zenith ha ormeggiato alla banchina Liguria del terminal Vecon. E le operazioni di ormeggio sono avvenute con la massima tranquillità grazie, fa notare la Capitaneria di porto, alla professionalità dei servizi tecnico portuali: piloti-rimorchiatori e ormeggiatori.

Ad attendere la nave e consentire lo sbarco degli oltre 1600 passeggeri vi era un notevole sistema di sicurezza coordinato dalla Prefettura che vedeva impegnati degli uomini della Guardia costiera, dei vigili del fuoco, della polizia, dei carabinieri, della Guardia di Finanza, vigili urbani, agenzia delle dogane e Croce Verde.

Una squadra dei vigili del fuoco con un team ispettivo P.S.C.(Port State Control) della Capitaneria di Porto sono saliti a bordo per ispezionare i locali dove si è sviluppato l’incendio. Inoltre un nucleo di polizia giudiziaria della Guardia Costiera ha iniziato a raccogliere le informazioni dal comando di bordo per accertare la dinamica di quanto accaduto.

Le operazioni di sbarco sono terminate alle 3.30. Contemporaneamente allo sbarco è iniziato il trasferimento al Marco Polo, con 23 pullman, dei crocieristi. Save aveva predisposto tutto perché i cinque aerei, arrivati appositamente per riportare in Spagna i turisti, ripartissero prima possibile e senza intoppi. I primi passeggeri sono arrivati al Marco Polo alle 1.30. Completate tutte le operazioni, il primo volo di rientro è partito alle 3.08, successivamente alle 3.51, alle 4.14, alle 4.44 e alle 4.46. Presente in aeroporto anche il console onorario di Spagna a Milano. Da Venezia sono partiti 1200 spagnoli diretti a Madrid. Altri 350 sono stati portati a Bologna. La loro destinazione era Barcellona. Un altro centinaio, tra sudamericani, francesi e portoghesi sono stati ospitati in alberghi di Venezia e sono ripartiti ieri.

Alle operazioni di assistenza e trasferimento dei crocieristi ha partecipato anche la Protezione Civile della Provincia alla quale è stato chiesto dalla Prefettura di allestire all’aeroporto di Tessera un punto di assistenza per i turisti con la sistemazione di brandine. In poco tempo ne sono state montate 110. Praticamente non sono state utilizzate.

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