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ASOLO. Slitta l’adozione del nuovo piano di assetto del territorio (Pat).

Prima vittoria delle minoranze e dei cittadini contro la colata di cemento prevista dalla giunta Baldisser.

Il vicesindaco Federico Dussin di fronte all’interrogazione dei gruppi di opposizione ha dovuto ammettere che la mancanza di una regolare partecipazione per la realizzazione del pat da parte dell’urbanista Franco Mancuso rende invalido il nuovo piano di assetto del territorio.

La giunta per il momento è costretta a fa un altro passo indietro. Con una lettera inviata al sindaco Baldisser il professionista aveva chiarito di essere estraneo alla redazione del pat e aveva minacciato querele per non aver mai autorizzato l’uso del suo nome che invece figurava in tutti i documenti e nelle tavole del pat.

Ora la giunta sta cercando di risolvere questo ennesimo pasticcio e l’assessore Dussin ha dichiarato di essere impegnato «in una ricomposizione del dissidio emerso».

Per le opposizione e i gruppi di cittadini, che si sono attivati immediatamente per fermare le previsioni del piano di assetto, questa però è solo una prima vittoria.

«Il piano di assetto del territorio dovrà ripartire con nuove modalità che tengano conto della valenza urbanistica di Asolo, che facciano tesoro di questa sfortunata esperienza, ma anche della larga mobilitazione internazionale scattata, in uno spirito di larga partecipazione e coinvolgimento che, in questo caso, è completamente mancato»,

dichiarano le minoranze,

«Il vicesindaco Dussin ha detto che il curriculum professionale di Mancuso è stato determinante nell’assegnazione dell’incarico ai professionisti Tepco-Proteco. Senza una ricomposizione con Mancuso non potrà essere adottato il piano e il Comune si riserva di agire per vie legali nei confronti dei professionisti incaricati che hanno millantato il contributo di Mancuso impropriamente».

Soddisfazione anche da parte del comitato Asolo Viva:

«Si è evitato uno scempio e di tale circostanza se ne devono compiacere tutti quei cittadini che insieme al Comitato si sono prodigati per sensibilizzare l’opinione pubblica».

Vera Manolli

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