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«Siamo ben contenti che ci sia un aumento della superficie verde, ma continua ad esserci una pesantissima pregiudiziale sulle vie di collegamento. Visto che, in sostanza, restano le stesse, per i residenti sarà comunque caos». Così Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, dopo la presentazione del progetto definitivo dell’immenso intervento edilizio chiamato “Veneto City”, tra Dolo e Pianiga.

«Con la crisi che c’è, chissà se lo vedremo mai realizzato – osserva Marotta – ma è un polo che non riguarda solo due comuni, ma almeno 250mila persone che abitano tra Padova e Venezia. Che manchi la Vas (valutazione ambientale strategica) è un’incongruenza grave, ma sarà anche peggio prendere sottogamba l’impressionante volume di traffico previsto. Oltre al territorio mangiato dal progetto, che anche se si dipinge di verde fa ancora paura, pensiamo alle fragili strutture viabilistiche. Lì non c’è spazio nemmeno adesso per le auto, figurarsi se dovesse arrivare Veneto City. Alcuni esperti prevedono 13mila veicoli al giorno, altri anche 70mila, visto il traffico attratto dalle province e regioni vicine».

«Anche fossero “solo” 13mila – conclude Marotta – andranno ad intasare all’inverosimile le poche strade che già ci sono, rendendo Graticolato romano e riviera del Brenta delle camere a gas piene di smog, visto che ad avvelenare gli abitanti non bastavano da soli autostrada e Passante».

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