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Passa l’ipotesi Costa sul nuovo canale. Ma il Comune vota contro, Provincia e Comune di Mira si astengono.

Orsoni: «È l’opinione del Porto, non della città»

Avanti con il nuovo canale per le grandi navi. No a Marghera e «sì» al mantenimento delle navi da crociera in Marittima. Il presidente del Porto Paolo Costa tira dritto. E si fa dare mandato a maggioranza dal Comitato portuale per presentare l’alternativa su cui lavora da tempo. Ieri mattina il voto. Ma il Comune, rappresentato dal nuovo assessore alle Attività produttive Alfiero Farinea, ha votato no. «Non è questa l’opinione del Comune», dice, «noi presenteremo un nostro progetto alternativo». Astenuti anche la Provincia e il comune di Mira. «Non abbiamo visto questi progetti alternativi», dice il rappresentante di Ca’ Corner, il leghista Giovanni Anci. Favorevole invece il rappresentante della Regione, l’assessore pdl Renato Chisso. Ma il sindaco Orsoni non ci sta. Ieri a Roma per la riunione dell’Anci, annuncia battaglia già stamattina alla presentazione dell’anno portuale. «Quella di Costa è l’opinione del Porto, ho chiesto al governo che a decidere sia la città», dice il sindaco. Il Comune sta lavorando sull’ipotesi Marghera, per recuperare le banchine dell’ex Syndial e adibirle all’attracco delle grandi navi. «È l’unica soluzione realizzabile in tempi brevi», dice Orsoni. Ma il Porto insiste. «Il 25 luglio presenteremo al ministero», scrive Costa in una nota, «il progetto realizzato insieme alla Capitaneria di porto e al Magistrato alle Acque, che prevede di allontanare le navi di stazza superiore alle 40 mila tonnellate dal percorso che dal Lido porta alla Marittima attraverso San Marco e il canale della Giudecca». Progetto che prevede di far arrivare le navi sempre in Marittima («La sola indicazione utile a garantire la vitalità del comparto croeristico) attraverso la bocca di Malamocco e quindi via canale Contorta, che andrà allo scopo adeguato».

Un «no» senza appello all’ìpotesi Marghera. «Quelle aree non possono essere utilizzate per le navi da crociera», conclude la nota, «per non compromettere l’attività e quindi l’occupazione del porto commerciale e delle industrie del’hinterland che da questo dipendono». Analisi condivisa dalla Cgil. «L’idea del Comune è inadeguata», commenta il segretario Umberto Tronchin, «le crociere vanno mantenute in città perché danno lavoro a 5 mila persone, e a Marghera non c’è spazio per i due traffici insieme». Franco Corradi, rappresentante delle aziende terminalistiche, dice di «condividere appieno» la proposta del presidente Costa. Spostando le crociere a Marghera», scrive, «molte aziende sarebbero costrette a chiudere». Opinioni diffuse all’interno del Comitato portuale, organismo che comprende sindacati, industriali ed enti locali, da sempre schierato a sostegno delle iniziative dell’Autorità portuale. Ma il dibattito è aperto. Il 25 luglio è convocata a Roma la riunione al ministero delle Infrastrutture che dovrebbe autorizzare l’approfondimento di progetti alternativi condivisi. Il Contorta, ipotesi su cui il Porto lavora da mesi. Ma anche Marghera (il progetto sarà illustrato dal Comune nelle prossime settimane). E poi la Marittima a Punta Sabbioni di Cesare De Piccoli, l’opzione di fermare le navi a Santa Maria del Mare, anche questa rilanciata da Costa «ma a patto che si costruisca anche la sublagunare». Poi c’è l’opzione zero, lanciata dai comitati e rinvigorita dopo gli ultimi incidenti. «È un modello distruttivo, bisogna cambiare». Dibattito infuocato e scontro di poteri.

Alberto Vitucci

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Ordinanza Clini-Passsera del marzo 2012, ma in laguna c’è la deroga

Un anno e mezzo di deroghe. Di tutte le aree sensibili del Paese, l’unica ad avere avuto sospesa l’ordinanza Clini Passera è proprio la più delicata di tutte. Dopo la tragedia del Giglio e l’affondamento della Costa Concordia, il governo Monti aveva approvato un decreto per limitare l’accesso delle grandi navi superiori alle 40 mila tonnellate nelle aree a rischio. Ma a Venezia il decreto non è mai stato applicato. «Aspettiamo le alternative progettuali», aveva detto il ministro Corrado Clini nel marzo del 2012. Un anno e mezzo dopo, le alternative sono ancora soltanto ipotesi, e sulla soluzione non c’è accordo. Intanto le grandi navi da crociera aumentano di numero e di dimensioni. Le più grandi possono portare 4 mila passeggeri e 1500 uomini di equipaggio, misurano 330 metri di lunghezza e oltre 60 di altezza, con una stazza lorda di 135 mila tonnellate.(a.v.)

 

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