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«Ho solo difeso la mia città, non mi devo scusare». Così Bettin risponde all’ex ministro Clini, che a proposito del processo sulla vicenda dei rifiuti tossici della Jolly Rosso smaltiti a Marghera, si lamenta per non aver mai ricevuto delle scuse.

«Personalmente – dice l’assessore all’Ambiente – non penso di aver nulla di cui scusarmi con lui. Io ho solo difeso la mia città, che rappresentavo come Prosindaco, e la mia regione, da consigliere regionale. Ho chiesto e cercato la verità su cosa avessimo respirato, su cosa sia finito nell’aria, nell’acqua, nella terra intorno a noi. L’ho fatto con atti istituzionali, difendendo, nel contempo, la libertà di informazione e la libertà di espressione. È la Regione Veneto, per ignavia o sciatteria o altro, ad aver calpestato se stessa e la propria dignità dimenticando l’art. 122, comma 4, della Costituzione, secondo il quale: “I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”».

 

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