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I SINDACI – Entusiasti Dolo e Pianiga. Bocciatura da Mirano

Due sì convinti e un no secco. Il progetto “ambientalista” di Veneto City da parte degli architetti ed ingegneri che stanno lavorando al maxi complesso, incassa i pareri favorevoli dei sindaci di Dolo e Pianiga, e la netta opposizione di quello di Mirano. In attesa di vedere i documenti ufficiali.
«La nuova idea su cui poggia lo sviluppo di Veneto City è stata fortemente voluta da me e da tutta l’amministrazione che rappresento». A parlare è Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo: «Da sempre abbiamo spiegato ai proponenti l’investimento come il progetto originario andasse rivisto in maniera profonda – riprende Gottardo -. Perché così com’era stato inizialmente presentato non andava bene e rischiava di non rispondere minimamente alle esigenze del territorio». Ora, però, la questione è completamente diversa: «Da quanto ho potuto vedere si tratta di una struttura che rispetta l’ambiente, con molto verde ed ecosostenibile. In piena regola, quindi, con quanto contenuto nell’accordo di programma siglato dalle amministrazioni e sottoscritto dalla Regione». E proprio su quell’accordo Gottardo vuole puntare: «Se qualcuno si fosse preso la briga di leggerlo in maniera approfondita, avrebbe capito che vi sono forti prescrizioni perché la struttura non vada a ledere l’ambiente, ma anzi che ne sia un luogo di promozione. In questi tre anni ho lavorato assiduamente con Provincia, Regione e tecnici per arrivare ad un risultato di sicuro interesse sotto tutti i punti di vista, partendo dal recupero del verde, dalle piantumazioni e dal Piano delle Acque». Gottardo, però, non vuole entrare nel merito della presentazione: «Io attendo i documenti ufficiali e aspetto che depositino entro il 17 luglio il Pua».
Soddisfatto anche il sindaco Massimo Calzavara: «Mi sembra che si sia imboccata la strada giusta, anche se tengo a sottolineare ancora una volta come Veneto City debba essere un qualcosa che va governato e non subito». E spiega: «Se la strada descritta sarà quella percorsa sono fiducioso, perché andrebbe ad essere un’opera di riqualificazione territoriale, proprio lì dove sarebbero potuti sorgere i soliti capannoni. Ora attendo gli atti ufficiali per poterli studiare in ogni dettaglio».
Ma da Mirano il sindaco Maria Rosa Pavanello ribadisce la propria contrarietà al progetto:

«Veneto City rappresenta un enorme assemblaggio di attività che non porterà alcun beneficio al territorio. Chi è favorevole sostiene che il progetto porterà lavoro, mentre in realtà farà morire le piccole attività e, di conseguenza, le nostre città – dichiara Pavanello -. E poi c’è pure il problema del traffico: siamo in pieno Graticolato e quella sarebbe una grande opera non supportata da arterie viarie che già molto trafficate. Insomma, per Mirano ci saranno solo svantaggi».

(ha collaborato Gabriele Pipia)

 

Il “no” di commercio e comitati

La Confesercenti: «Hanno solo cambiato il “vestito”. Le ricadute saranno devastanti»

IN PRIMA LINEA – Maurizio Franceschi, direttore della Confesercenti

DOLO –

«Di nuovo, rispetto al passato, c’è solo il vestito. Ma alla fine non cambia nulla. Veneto City, per il commercio, rimane il mostro che abbiamo sempre prospettato».

Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Veneto, boccia ancora una volta Veneto City, anche nella nuova veste prospettata dagli architetti ed ingegneri che stanno lavorando al progetto.

«Strutture simili paiono ormai fuori dal tempo, vista la situazione economica ed occupazionale attuale – taglia corto Franceschi -. Non solo, anche da punto di vista normativo, interventi come quello di Veneto City appaiono in ritardo. Ma qui c’è un comportamento ambiguo anche a livello politico. Se, da un lato, la Regione del Veneto ha recentemente già chiarito che si debba puntare sulla riqualificazione dell’esistente e del commercio di prossimità, dall’altro approva accordi di programma di simili strutture che hanno soltanto delle pesanti ricadute sia in termini ambientali che occupazionali».

Per Franceschi, quindi, anche la nuova impronta “green” di Veneto City è da bocciare:

«In fin dei conti non cambia nulla. Forse a livello estetico sarà meno impattante, ma le ricadute negative sul commercio locale saranno pesantissime. Sono cose che andiamo ripetendo da tempo e sulle quali siamo fermamente convinti, perché esempi simili ne abbiamo già avuti. Anche nel recente passato».

G.d.Cor.

 

I TEMPI Piano attuativo il 17 luglio

Ancora tutto sulla carta. Le ruspe non prima del 2015

DOLO – Veneto City, al momento, resta ancora un megaprogetto sulla carta, anche se è già stato fatto vedere un plastico d’importante grandezza che spiega bene come la struttura andrà ad inserirsi nel contesto ambientale in cui dovrà sorgere.
La firma sul Piano urbanistico attuativo (Pua) arriverà, infatti, solo il prossimo 17 luglio, e dopo questo passaggio la parola tornerà ai finanziatori del progetto. Si può dire che fino ad oggi il lavoro più importante lo hanno fatto i progettisti, un team di architetti ed ingegneri di fama internazionale, con in testa Mario Cucinella, Andreas Kipar e Adileno Boeche.
Sono loro tre i cosiddetti “padri” del nuovo “Veneto City green”. Sono loro che hanno cercato di calare, sfruttando al massimo le loro conoscenze e le innovazioni messe a disposizione dalla tecnologia, il mastodontico progetto all’interno di un’area rurale, seppur a vocazione di “terziario avanzato”. Infatti, i lotti di terreno su cui dovrebbe sorgere la struttura, seppur ancora in stato agricolo, erano destinati ad essere edificati con capannoni secondo il Piano regolatore del Comune di Dolo, mentre altri terreni sono sul territorio di Pianiga.
I tempi per la posa della prima pietra non saranno comunque brevi. anche perché nel mezzo ci sarà tutta una serie di passaggi intermedi obbligatori per poter avviare la realizzazione dell’opera. Se anche tutto dovesse filare liscio, per vedere le prime ruspe bisognerà attendere non meno di un paio d’anni. (g.d.cor.)

 

 

Veneto City divide. “È il futuro”. “Non va”

Sindaci e amministratori si confrontano sul maxi progetto che porterà lavoro. Gli ambientalisti: tanti ricorsi al Tar

TORRI – Un albergo previsto dal progetto presentato l’altro ieri nell’area verde-abitativo-commerciale di Veneto City

Spaccati, più o meno a metà. Veneto City, il centro per il terziario avanzato che dovrebbe sorgere lungo la Riviera del Brenta, tra i comuni veneziani di Dolo e Pianiga, divide sindaci, comitati e categorie del territorio, anche con la “svolta green” presentata giovedì dai progettisti a Padova per rendere la maxi-opera meno impattante su un territorio già tempestato da capannoni.
Progetto che non convince ad esempio il sindaco reggente di Padova, Ivo Rossi:

«Capisco che gli imprenditori del campo dell’edilizia abbiano tutto l’intesse a portare avanti il progetto, peccato che la stragrande maggioranza delle operazioni urbanistiche debbano fare i conti con la crisi. Il futuro del nostro territorio è la creazione di una realtà metropolitana policentrica che deve concentrare e valorizzare le sue attività commerciali sui centri urbani già esistenti, in primis, Padova e Venezia. Non abbiamo certo bisogno di nuove concentrazioni a vocazione commerciale».

Di tutt’altro avviso la sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo: «La nuova idea su cui poggia lo sviluppo di Veneto City è stata fortemente da tutta l’amministrazione che rappresento. Abbiamo bisogno di una struttura che rispetti l’ambiente, con molto verde ed ecosostenibile, proprio come quella che stanno sviluppando». Più cauto, ma soddisfatto, il sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara: «Mi sembra si sia imboccata la strada giusta, anche se tengo a sottolineare ancora una volta come Veneto City debba essere un qualcosa che va governato e non subito».

Contraria, invece, la sindaco di Mirano, comune a confine con il maxi-insediamento, Maria Rosa Pavanello:

«Veneto City rappresenta un enorme assemblaggio di attività che non porterà alcun beneficio al territorio. Chi è favorevole sostiene che il progetto porterà lavoro, in realtà farà morire le piccole attività e le nostre città. E c’è il problema del traffico: siamo in pieno Graticolato romano e quell’opera non sarebbe supportata da arterie già molto trafficate».

Sulla stessa linea il sindaco di Vigonza, Nunzio Tacchetto, che ribattezza Veneto City, “un’operazione di sfruttamento commerciale”:

«Il progetto prevede una nuova viabilità di collegamento che per forza di cosa avrà ripercussioni su Vigonza. È una cosa in più e che non serve a nulla. Non vedo nessun motivo sensato di avanzare una proposta del genere in un momento in cui c’è tanto altro da fare».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Veneto, che se la prende anche con la Regione: «

Veneto City, per il commercio, rimane il mostro che abbiamo sempre prospettato. Strutture simili paiono ormai fuori dal tempo, con la Regione Veneto che, da un lato, dice di voler puntare sulla riqualificazione dell’esistente e sul commercio di prossimità, mentre dall’altro approva accordi di programma per simili strutture».

 

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