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PADOVA – Il progetto “ambientalista” di Veneto City incassa pareri diversi tra i sindaci padovani e veneziani. Non convince ad esempio il sindaco reggente di Padova, Ivo Rossi, che commenta:

«Si tratta di un progetto vecchio di 10 anni, figlio di quel tempo – scandisce l’esponente del Partito democratico – All’epoca si stava vivendo un’espansione economica che non pareva destinata a finire. Poi è successo quello che è successo. Io capisco che gli imprenditori del campo dell’edilizia abbiano tutto l’intesse a portare avanti il progetto, peccato che la stragrande maggioranza delle operazioni urbanistiche, purtroppo, debbano fare i conti con la crisi».

«Il futuro del nostro territorio è la creazione di una realtà metropolitana policentrica che deve concentrare e valorizzare le sue attività commerciali sui centri urbani già esistenti, in primis Padova e Venezia. Di conseguenza non abbiamo certo bisogno di nuove concentrazioni a vocazione commerciale»

conclude.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Nicola Rossi di Confesercenti:

«Ho letto da qualche parte che Giancarlo Galan ha detto che solo i cretini sono contro Veneto city. A questo punto, io mi autodenuncio: sono in cretino. Qui si rischia di resuscitare un progetto nato sbagliato – rincara la dose – Originariamente Veneto city, avrebbe dovuto ospitare infatti il polo fieristico del Veneto che avrebbe dovuto far convergere tutte le fiere della Regione. Ma ve le immaginate la fiera di Verona o quella di Vicenza che lasciano la loro sede per andare a Dolo? Non stava né in cielo né in terra, tanto è vero che non se n’è fatto nulla».

«Ora però ci provano con la riconversione del progetto – continua il presidente di Confesercenti – Il rischio è quello di scaricare milioni di metri cubi su una delle poche aree agricole presenti sul nostro territorio. Se proprio vogliono costruire questo insediamento, perché non lo realizzano a Marghera?».

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