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Gazzettino – Dolo perde le sale operatorie

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

giu

2013

I TAGLI – Sparirà pure Ortopedia. Interventi solo a Mirano

Sindaci all’attacco dopo la presentazione delle schede regionali. «È la fine dell’Asl 13»

MOBILITAZIONE – I sindaci Campalto, Menin e Boscaro chiamano tutti i colleghi alla mobilitazione

La giunta regionale approva le schede ospedaliere, l’ira dei sindaci. Alessandro Campalto, sindaco di Campolongo Maggiore, Giampietro Menin, sindaco di Camponogara, e Federica Boscaro, sindaco di Fossò nonché presidente dell’Unione dei comuni “Città della Riviera del Brenta”, affidano ad un comunicato congiunto la loro indignazione.

«La giunta ha deciso la lenta ed agonizzante fine della nostra Ulss 13, prevedendo la netta frattura tra l’ospedale di Dolo e quello di Mirano, oltre ad eliminare totalmente quello di Noale. La Regione non vuole mantenere un ospedale di rete su due sedi che conservino entrambe le caratteristiche di ospedale per acuti, soluzione che era stata invece assicurata ai sindaci e chiesta dai Consigli comunali della Riviera del Brenta».

I sindaci contestano la riduzione dei posti letto, il sottodimensionamento del numero di primari per abitante, il continuo sottofinanziamento. Non si condivide poi la netta separazione tra Dolo e Mirano, il primo con prestazioni mediche e il secondo con quelle solo chirurgiche.

«Se manca l’integrazione viene meno la stessa struttura dell’Ulss 13 – dicono i sindaci -, penalizzando l’area sud della Riviera in quanto a Dolo non saranno più in funzione le sale operatorie».

Ma, oltre alla cancellazione degli interventi chirurgici, a Dolo non ci sarà più ortopedia e diventerà ingestibile un cesareo.

«Il rischio è un collasso di Mirano, dove dovranno funzionare per tutte le 24 ore le 11 sale operatorie – sottolineano i primi cittatini -. Questa riorganizzazione penalizzerà anche gli interventi di messa a norma di Dolo, mentre le schede di dotazione territoriale sulla carta prevedono 111 nuovi posti letto in strutture intermedie. Ma dove sono previsti? Chiediamo che tutti i sindaci della Riviera si mobilitino per chiedere una modifica delle schede regionali, visto che non sussiste un problema di finanziamenti dato che altri territori della Regione Veneto, con la metà della nostra popolazione, hanno avuto addirittura un potenziamento in termini di eccellenze, apicalità e posti letto».

Emanuele Compagno

 

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