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PORTOMARGHERA

Alles, continua la polemica. Ieri la dura presa di posizione dell’ad dell’azienda Guerrino Cravin che ha posto l’aut aut: «O si fa l’ampliamento o chiudiamo» con le relative ripercussioni occupazionali. Oggi la replica di Gianfranco Bettin, assessore comunale all’Ambiente che rimprovera a Cravin di minimizzare l’impatto che avrebbe su Porto Marghera il revamping del suo impianto di trattamento dei rifiuti, autorizzato dalla Regione Veneto e contro il quale si sono pronunciati sia il Comune che la Provincia di Venezia, che anche insieme al Comune di Mira hanno ricorso al Tar.

«Al di là dei progetti di miglioramento tecnologico degli impianti di Alles – afferma Bettin in una nota – dei quali non possiamo che prendere atto positivamente se essi comportano maggiore efficienza e tutela di chi lavora e un minore impatto ambientale, le ragioni inestirpabili di preoccupazione e di opposizione rimangono quelle più volte rimarcate: l’abnorme aumento dei codici, cioè del tipo di rifiuti trattabili, la loro provenienza non da “zone limitrofe” o “dalla regione”, come dice Alles, bensì dall’intero mercato globale dei rifiuti, come certifica l’autorizzazione, mentre la più grande preoccupazione strutturale suscitata dal provvedimento della giunta regionale è la modifica autoritaria del Piano regolatore di Marghera. Alles, incredibilmente, nega che la modifica sia avvenuta ma essa è scritta nero su bianco negli atti della Regione, rappresenta anzi la sola possibilità di autorizzare Alles a ricevere i rifiuti di ogni provenienza e grazie a essa Porto Marghera rischia di diventare, esattamente, la pattumiera dei rifiuti tossici e nocivi di tutta Italia se non d’Europa e oltre». «Ne deriverebbero – conclude Bettin – un duro impatto sull’ambiente e sulla salute, uno stravolgimento delle linee di evoluzione dell’area che comporterebbe un vantaggio occupazionale minimo a fronte di un allontanamento delle attività sostenibili ambientalmente e competitive e innovative sul piano tecnologico ed economico che si sta cercando di attrarre grazie ai recenti accordi sulle bonifiche e sulla messa a disposizione di nuove importanti aree da reindustrializzare».

 

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