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Campolongo, Camponogara e Fossò annunciano sit-in contro i tagli di posti letto

Mira apre sul web una finestra dedicata alla sanità: «Assurdo togliere Chirurgia»

DOLO.

«L’ospedale di Dolo, che serve 120 mila abitanti e 10 Comuni, con le schede ospedaliere che saranno approvate la prossima settimana in quinta commissione regionale sarà annullato. Tutte le sale operatorie saranno trasferite a Mirano. Per un’emergenza da alcune aree della Riviera sud bisognerà percorrere 30 chilometri per raggiungere un punto di assistenza preciso. Invitiamo le forze politiche e i residenti a scendere in piazza e protestare con questi tagli».

A firmare l’appello alla vigilia dell’approvazione delle schede ospedaliere in Regione sono i sindaci del centrosinistra della Riviera: Alessandro Campalto (Campolongo), Giampietro Menin (Camponogara), Federica Boscaro (Fossò). Richieste di chiarimenti arrivano dal presidente della Conferenza dei sindaci Fabio Livieri , mentre il Comune di Mira governato dai grillini ha aperto una finestra di dialogo on line fra i cittadini e il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato.

«La giunta regionale», spiegano Campalto, Boscaro e Menin, «ha approvato le schede di dotazione ospedaliera e quelle di dotazione territoriale. Non c’è la prospettiva del mantenimento di un ospedale di rete su due sedi che conservino entrambe le caratteristiche di ospedale per acuti . Già fanalino di coda in termini di sotto finanziamento, l’Asl 13 vedrà la riduzione della percentuale da 2,9 posti letto/abitante a 2,5» .

I sindaci vanno nello specifico:

« A Dolo non si svolgeranno più interventi chirurgici e non ci sarà più Ortopedia. E ancora, è possibile garantire un punto nascite dove non si è adeguati per intervenire con un cesareo? E se una partoriente si troverà nella necessità di un trasferimento d’urgenza? Non si condivide la netta separazione delle due strutture di Dolo e Mirano per indirizzo: il primo con prestazioni esclusivamente mediche e il secondo con quelle solo chirurgiche».

Il rischio per i sindaci è il collasso di Mirano per sovraccarico:

«Trasferire tutta la Chirurgia a Mirano significherebbe fare operare le 11 sale operatorie attuali 24 ore su 24. Come è possibile rimanendo fanalino di coda come finanziamento regionale e in un rapporto pazienti/primari come quello attuale?».

Altre critiche:

«Sulla carta sono previsti 111 nuovi posti letto in strutture intermedie a Dolo. Dove? In quali strutture? Servono 3/4 milioni di investimenti. Dove si trovano? E in che tempi? Per questo per la prossima settimana stiamo organizzando manifestazioni di protesta spontanee davanti all’ospedale di Dolo».

Il presidente dei sindaci dell’Asl 13, Fabio Livieri, spiega:

«Ci troviamodi fronte a un passaggio delicato, la Regione dovrà dare tutte le garanzie necessarie alla Riviera del Brenta e all’ospedale di Dolo».

Alessandro Abbadir

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