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Cancellata per l’ottavo giorno consecutivo la corsa delle 4,53 per Venezia

QUARTO D’ALTINO – Non c’è pace per i pendolari del mattino che viaggiano con il primo treno sulla tratta da Portogruaro a Venezia. Anche ieri, per l’ottavo giorno consecutivo, una volta raggiunta la stazione, hanno scoperto che la corsa delle ore 4,53 era stata soppressa.

«Abbiamo trovato per l’ennesima volta l’autobus sostitutivo che però, come sempre, arriva a Venezia dopo le 6 facendoci arrivare in ritardo al lavoro – spiega Gianni Foffano, portavoce del comitato pendolari di Quarto – Come noi, hanno avuto disagi i pendolari di Portogruaro e San Donà e, come se non bastasse, l’autobus di ieri era da 25 posti e noi che siamo saliti a Quarto abbiamo fatto tutto il viaggio in piedi».

Da tempo i pendolari, soprattutto i lavoratori che viaggiano nelle prime ore del mattino o con le ultime corse della sera, lamentano disagi per le cancellazioni o i ritardi.

«Ho chiamato Trenitalia e hanno dato la colpa al macchinista, a guasti o ad altre cause, sostenendo che non dipende da loro – continua Foffano – Ma noi siamo furibondi. Non possiamo continuare ad arrivare in ritardo al mattino e nel mese di giugno è successo almeno 15 volte. I pendolari hanno stabilito una sorta di contratto, quello dell’abbonamento, per un servizio che di fatto non è garantito. Abbiamo già organizzato una manifestazione ma a quanto pare non è bastato e vogliono proprio farci arrabbiare».

Il 20 maggio un gruppo del Comitato pendolari di Quarto d’Altino ha manifestato nella sede direzionale di Trenitalia a Mestre per il paventato orario cadenzato e per gli altri disagi sui treni regionali della tratta ferroviaria Trieste/Portogruaro/Quarto dAltino/Venezia e ora chiede di essere ricevuto in Regione.

«I nostri sindaci hanno già chiesto audizione presso la commissione regionale di riferimento – aggiunge Luciano Ferro, un altro portavoce dei pendolari – Lo chiediamo anche noi in qualità di Comitato pendolari di Quarto d’Altino».

Melody Fusaro

 

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