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Nuova Venezia – Venezia. “Via la sublagunare dal Piano”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

lug

2013

Bettin: idee sbagliate che rispuntano. Gli assessori: non sapevamo. Orsoni smorza la polemica

«Un errore materiale, che dovremo subito correggere. Ogni tanto riemerge un’idea di Venezia distruttiva e superata, un’idea novecentesca della modernità che porta solo guai. Ma il mondo è cambiato: cittadini, comitati, sinistra e ambientalisti devono dar vita a un soggetto nuovo, far sentire la loro voce».

Gianfranco Bettin commenta così la notizia, appresa dalla Nuova che la sua giunta ha reintrodotto nel Piano triennale la sublagunare. A pagina 281 della Relazione programmatica finanziaria per il triennio 2013-2015 due righe che non lasciano spazio a dubbi:

«Attuare il sistema metropolitano sublagunare», sui legge al paragrafo 8.2.7, «Tessera Murano Fondamente Nuove Lido, subordinandolo alla verifica della sostenibilità economica, ambientale e sociale».

Un passo avanti non da poco rispetto alle prudenti indicazioni del Pat – che la sublagunare non nomina – e parla della necessità di un collegamento veloce tra Tessera e la città d’acqua. E anche rispetto al Pum, il Piano urbano della Mobilità, che parla di «linea di forza». Progetto che sembrava abbandonato – non ci sono soldi, i dubbi tecnici e ambientali aumentano, l’opinione pubblica internazionale è in allerta – ma che adesso rispunta in due righe inserite a sorpresa. Stesso sistema del 2003, quando la giunta Costa inserì la sublagunare tra le priorità del Piano triennale. In giunta nessuno se n’era accorto, la notizia l’hanno appresa leggendo il giornale.

«La politica della Mobilità è scritta negli atti approvati», dice l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo, «si tratta di un errore».

Alessandro Maggioni, assessore ai Lavori pubblici, dice di non saperne nulla. «Non ho visto». Così Andrea Ferrazzi, neoassessore all’Urbanistica subentrato a Ezio Micelli che assicura che i suoi uffici non c’entrano. Eppure quelle schede qualcuno le avrà inserite in un documento ufficiale, già approvato dalla giunta e adesso all’esame delle Municipalità e del Consiglio comunale.

«Non sappiamo se quelle due righe siano frutto di un errore o di qualche manina che le ha inserite», dice il consigliere Beppe Caccia, «a in un documento ufficiale di questa amministrazione quelle righe non ci possono stare, perché contraddicono tutti gli atti approvati in questi tre anni. Propongo alla giunta di toglierle con un tratto di penna».

Caccia richiama i contenuti del Pat e in particolare l’ordine del giorno ad esso allegato. Dove si propone di fermare l’iter della sublagunare e

«puntare prioritariamente su mezzi acquei di superficie aventi caratteristiche compatibili con il delicato contesto della laguna».

Polemiche destinate ad allargarsi anche in Municipalità, dove nessuno sapeva nulla della «svolta» prosublagunare.

«Ma non vedo la polemica», frena il sindaco Giorgio Orsoni, «nel Pat non c’è una parola contro la sublagunare, che del resto faceva parte del mio programma elettorale. In ogni caso credo che sia una formulazione rimasta da qualche atto precedente. Il progetto di sublagunare è sospeso per mancanza di finanziamenti».

Un tema delicato su cui la città chiede chiarezza.

Alberto Vitucci

link articolo

 

la storia – Un progetto di vent’anni fa

Un progetto che risale agli anni Novanta. Allora sostenuto dalla giunta di Ugo Bergamo (oggi assessore alla Mobilità) dalla Dc e dal Psi. Poi ripreso nel 2003 dalla giunta di Paolo Costa, che aveva inserito il progetto di sublagunare da Tessera alle Fondamente Nuove nel suo Piano triennale. Progetto sostenuto dal governo Berlusconi. Otto chilometri che dovevano costare 200 milioni di euro, in pochi anni quadruplicati. Studi e pareri negativi sugli impatti e sulla percorribilità economica dell’opera. Stazioni in cemento in laguna e uscite di sicurezza ogni 500 metri.

Stravolgimento che porterebbe in laguna nuove grandi opere e ancora turisti, denuncia Italia Nostra. La sublagunare resta in magazzino per qualche anno. Sembra accantonata dagli ultimi studi e dalle indicazioni del Pat. Ma adesso rispunta a sorpresa in quelle due righe della Relazione previsionale programmatica 2013-2015 allegata al Bilancio. (a.v.)

 

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