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SANITÀ – Il Comitato Salvioli boccia la riorganizzazione degli ospedali di Dolo e Mirano

«La Regione mira ad indebolire l’Ulss 13 per favorire l’ospedale di Mestre, che stenta a decollare malgrado ogni tipo di aiuto».

Il comitato Carlo Salvioli, che da 17 anni pone la lente d’ingrandimento sulla sanità locale, torna all’attacco in difesa dell’Asl di Dolo e Mirano, criticando la riorganizzazione stabilita nelle scorse settimane con le schede di dotazione ospedaliera. Il coordinatore Aldo Tonolo punta il dito contro il progetto di suddivisione di specialità tra Mirano e Dolo: il piano prevede che entro il 2015 Mirano divenga polo chirurgico e Dolo polo medico, con annullamento dei doppioni e spostamento di vari reparti.

«Questi esperimenti fatti solo nell’Ulss 13 provocheranno una riduzione dei servizi – afferma Tonolo -. L’obiettivo della Regione è pure quello di evitare l’esborso di 20 milioni di euro previsti per il rifacimento delle sale operatorie di Dolo e per il nuovo monoblocco di Mirano».

Il coordinatore del “Salvioli” ribadisce anche il

«vergognoso sotto-finanziamento regionale rispetto alla media delle altre Ulss, nonostante la nostra sia un’eccellenza della sanità veneta»,

paventando quello che per lui sarebbe uno spettro addirittura peggiore:

«C’è chi vuole un’unica Ulss provinciale, ma Mestre divorerebbe tutto e scadrebbe definitivamente la qualità dei servizi nell’area».

Il comitato si oppone agli spostamenti di reparti, difendendo l’attuale ripartizione delle specialità tra Mirano e Dolo. Intanto per stamattina Rifondazione Comunista ha organizzato davanti all’ospedale di Mirano un presidio di protesta contro l’aumento dei costi delle prestazioni sanitarie.

 

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