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Altro giro, altra corsa. A cinque anni di distanza dalla visita della commissione regionale Ecologia alle 29 cave e alle 13 discariche sparse per il territorio, il 10 luglio toccherà alla commissione provinciale Ambiente compiere un nuovo tour tra i “buchi neri” di Paese. Cosa è cambiato tra una capatina e l’altra? Praticamente niente. In ballo non ci sono mai state chiusure dei siti sfruttati da una parte per la ghiaia e dall’altra per stivare i rifiuti, ma sempre e solo richieste di proroghe e ampliamenti da parte delle società di gestione.
I consiglieri del Sant’Artemio, guidati dal presidente della commissione, Franco Bonesso, mercoledì concentreranno la loro attenzione sulla discarica Terra di via Baldrocco. Dove il gruppo Mosole ha chiesto di poter seppellire altri 460mila metri cubi di scarti contenenti amianto. Negli ultimi due mesi la Provincia ha ascoltato le ragioni della ditta, quelle del Comune e, infine, il parere dell’Arpav. A quanto pare, però, questi non sono bastati per decidere le sorti del progetto. Meglio andare a vedere di persona, si son detti al Sant’Artemio. Questo nonostante i due capigruppo di maggioranza, Fabio Ceccato (Lega) e Roberto Fava (Pdl), abbiano già verbalmente assicurato all’assessore all’ambiente di Paese, Vigilio Piccolotto (Pdl), il voto contrario alla richiesta di Mosole. E nonostante in ballo ci siano ancora le tonnellate di eternit e affini stivate nella stessa discarica tra il 1999 e il 2006 e poi giudicate illegali dalla giustizia amministrativa che ha imposto il ripristino del sito alle condizioni in cui si trovava prima dell’arrivo degli scarti contenenti amianto.
«Cosa andiamo a vedere? Bisognava votare e basta – chiedono nel centrosinistra – il rinvio altro non è che un modo per prendere tempo». Perché, evidentemente, la bocciatura non è così scontata. Neppure di fronte alla dura presa di posizione contro il via libera di tutto il consiglio comunale, con in testa il sindaco Pietrobon che ha già annunciato ricorso al Tar in caso di approvazione del progetto di Mosole, e alla petizione sottoscritta da oltre 7mila cittadini, portata avanti dai gruppi ambientalisti, consegnata nelle settimane scorse nelle mani di Muraro e di Zaia. Prima i consiglieri vogliono vedere.

Mauro Favaro

 

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