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Gazzettino – “Su Tessera City interessi comuni”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

lug

2013

AEROPORTO – Il presidente di Save rivolge al sindaco un nuovo segnale di disponibilità per il Quadrante

Enrico Marchi: «Sviluppo per scalo, stadio e casinò»

Conflitto? Quale conflitto? Per Enrico Marchi Save ha gli stessi interessi del Comune, per cui non ci dovrebbe essere problema sullo sviluppo di Tessera e in particolare sul Quadrante. Saranno anche gli stessi interessi ma evidentemente li esprimono in maniera diversa, anche se ultimamente il presidente della società che gestisce l’aeroporto Marco Polo è apparso molto più rilassato. E, d’altro canto, lo stesso sindaco ha detto di recente che la cosa si può risolvere, basta che Save acquisti le aree a Nord del Quadrante sulle quali ha un’opzione (che scade a dicembre) e le dia al Comune per farci lo stadio; il Comune in cambio è pronto a consegnare a Save i terreni che possiede e che servono per completare il tracciato della nuova pista. Giorgio Orsoni ha detto, è vero, le stesse cose che va dicendo da mesi ma l’intonazione della sua voce lasciava immaginare la possibilità di un accordo concreto, magari offrendo a Save almeno una parte di quel che chiede, cioè la possibilità di costruire edifici commerciali, alberghi e poco altro.
L’occasione per tornare a parlare di Tessera City, come l’ha chiamata Marchi ieri mattina, è stata l’inaugurazione del primo volo diretto Venezia-Toronto: «Tessera City interessa all’aeroporto allo stesso modo che al Comune, perché attira gente per l’aeroporto e per le attività che intendiamo aprire, e contemporaneamente l’aeroporto è un forte attrattore sia per la città dello sport sia per quella del casinò».
E allora che senso ha continuare col braccio di ferro, a colpi di ricorsi e polemiche? «Niente braccio di ferro, io cerco di fare il meglio per lo sviluppo dello scalo. Esistono, è vero, diversità di opinioni ma basterebbe che i nostri amministratori pubblici andassero a Parigi a vedere come i moderni aeroporti non sono solo luoghi di transito ma spazi da vivere. E poi, in un momento di crisi come quello che sta vivendo il nostro Paese, quando il lavoro è un’emergenza nazionale, noi creiamo lavoro».
Il Comune, però, sostiene che chiedete troppa cubatura, in contrasto con quanto previsto dal Pat che boccia il consumo eccessivo di suolo. «Non siamo sviluppatori immobiliari, vogliamo solo quanto serve per garantire la crescita del Marco Polo».

 

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