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MIRA – Gualtiero Bertelli e Cristina Palumbo sulla decisione di sospendere l’attività

«Quel teatro non può morire così»

«Non è del Comune ma è un patrimonio pubblico»

«Mira non può perdere un riferimento culturale come il teatro Villa dei Leoni». È l’accorato appello lanciato dai alcuni dei protagonistiche della storia del teatro di Mira da Gualtiero Bertelli a Cristina Palumbo dopo che l’amministrazione comunale di Mira ha sospeso l’attività in attesa di un bando per l’autunno. Bertelli, assessore alla cultura tra il 1980 e il 1990, ha inaugurato il teatro nel 1988 e quest’anno da artista ha voluto celebrare proprio nel teatro di Mira i dieci anni della sua «Compagnia delle Acque» insieme agli amici Moni Ovadia a Marco Paolini che con Mira hanno mantenuto un legame particolare. Cristina Palumbo e Renzo Niero hanno visto nascere e sviluppato il teatro di Mira con Moby Dick, nella rassegna di prosa d’inverno e nel Festival della Ville d’estate, facendone un punto di riferimento del teatro di ricerca veneto e offrendo un sipario a quei giovani, che poi sarebbero diventati grandi personaggi anche televisivi: Paolini, Ovadia, ma anche Ascanio Celestini, Banda Osiris, Antonio Albanese, Paolo Rossi e Roberto Citran solo per citarne alcuni.

«Il teatro di Mira è stato pensato quando, come assessore – ricorda Bertelli – avevo a bilancio 6 milioni di vecchie lire per la cultura, eppure siamo riusciti a restaurare ed inaugurare il teatro e a dare due biblioteche a Mira. Ora capisco le difficoltà economiche ma fermare l’attività teatrale, anche solo per 6 mesi, un anno, si corre il pericolo di far perdere vitalità ma soprattutto di creare un teatro-simulacro, ossessionati dai costi, con gare al ribasso ma senza alcun indirizzo di programmazione».

Per Cristina Palumbo e Renzo Niero le difficoltà oggettive nel mantenere un teatro con una storia che ha il Villa dei Leoni potrebbero diventare delle opportunità.

«Un teatro non è del Comune ma è un patrimonio pubblico – sottolinea la Palumbo – e possiamo dire che il teatro di Mira è stato il mio grande amore e ne ho seguito al nascita e lo sviluppo. Devono essere individuate quelle strade affinchè sia sostenibile dare continuità alla vita del teatro».

 

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